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Lamezia Terme - Dopo lo sciopero dello scorso 5 maggio dei docenti contro la riforma della scuola varata dal Governo, oggi sono scesi in piazza a manifestare anche gli studenti. Un corteo autorizzato si è svolto questa mattina tra le vie del centro città. A protestare contro la nuova riforma della scuola sono stati diversi studenti degli istituti superiori lametini. Un corteo per dire no al depauperamento delle risorse culturali, economiche e, soprattutto, umane nella scuola pubblica. Un corteo per far sentire, quindi, tutto il proprio dissenso da parte dei giovani contro una riforma reputata iniqua ed ingiusta che andrebbe anche contro la formazione di qualità, ed il futuro, di tanti studenti.

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REAZIONI

Pubblichiamo la nota degli insegnanti lametini che hanno partecipato allo sciopero

“Quest’anno gli studenti lametini hanno disertato le prove invalsi, aderendo così al boicottaggio nazionale lanciato da Unione degli studenti e Studaut-No Invalsi.  Riuscito al 100% nelle scuole superiori di Lamezia Terme e in tantissime città d’Italia Anche se al corteo studentesco organizzato dai rappresentanti di tutti gli istituti superiori di Lamezia Terme, c’erano pochi studenti e pochissimi docenti, il dato realmente interessante e straordinario è stata la massiccia adesione al boicottaggio dei famigerati test. Infatti le classi oggi erano tutte vuote. Hanno aderito alla protesta il liceo classico, il magistrale, l’istituto tecnico industriale, il geometra, il professionale, l’istituto agrario e lo scientifico, praticamente tutte le scuole superiori della città. Nonostante la minaccia di qualche dirigente scolastico di adottare provvedimenti futuri, che risulterebbero peraltro inopportuni e antidemocratici, è prevalso il senso di ribellione ad un sistema di valutazione, estraneo alla programmazione didattica delle scuole. Un criterio peraltro in fase di abbandono dal resto dell’Europa. Infatti i test invalsi, costosissimi , seguono una logica estranea alla Scuola, quella dei quiz a crocette, ma i docenti sanno benissimo che non esiste una valutazione senza programmazione Dopo il boicottaggio avvenuto in alcune scuole elementari di Lamezia da parte dei genitori che non hanno portato i figli a scuola si percepisce quindi in maniera sempre più ampia quanto questo criterio di valutazione degli alunni e delle scuole sia privo di senso e di scientificità. Lo sciopero per il personale della scuola era stato indetto dal sindacato dei Cobas, proprio in continuità con quelli precedenti, in particolare quello del 5 maggio che ha visto un’ampia adesione anche in città. Uno stato di agitazione contro la Riforma della Scuola Renzi che fa seguito a diverse iniziative svoltesi in città, un primo flash mob alla vigilia dello sciopero del 24 aprile ha visto la partecipazione di un centinaio di persone, sulle scale dello scolastico. Poi lunedì 4 maggio un secondo flash mob a cui hanno partecipato CIRCA  200 tra docenti, studenti e solidali organizzato dai docenti autoconvocati. Il giorno successivo martedì 5 invece nelle scuole cittadine ha scioperato oltre l’80% del personale. Le percentuali: liceo Campanella 85%, liceo scientifico 95%, liceo classico 30 %. Adesioni altissime anche all’Ipsia e all’Einaudi. E non finisce qui, visto che i sindacati si apprestano a lanciare lo sciopero degli scrutini.  Contestualmente, 2 giorni fa, è stata lanciata una campagna di dissenso contro il Pd che si è espressa con la proclamazione di non voto sulla pagina facebook di Matteo Renzi e Davide faraone. Questo flash mob virtuale ha avuto enorme successo su face book e twitter. Parola d’ordine “Non  voto più il PD,perché indignato dal DDl Scuola” ossia il partito di governo responsabile del disegno di legge in discussione alle camere che ha visto proprio qualche giorno fa il passaggio nella commissione cultura della camera, con un PD che si ritiene “soddisfatto” di questo primo risultato.

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