
Lamezia Terme - Alessandro, Daniele ed Enrico. Nomi semplici, come tanti, affissi su quelle bare allineate. La morte non è mai giusta a qualsiasi età ma quei volti sorridenti ci dicono come fossero troppo giovani per morire in quel modo. Arsi vivi mentre svolgevano il loro lavoro. Figli di una emigrazione al contrario. Venuti dal centro Italia a lavorare nella più grande area industriale del Mezzogiorno dopo quella di Bagnoli. A Lamezia Terme. In quella distesa di capannoni, spesso abbandonati, che raccontano come il lavoro qui molto spesso manca, dove la disoccupazione è altissima e ci sono ancora tante scatole vuote nell'immensa distesa dell'area Ex Sir frutto di speculazioni della 488. Una storia che parla di un'altra legge: l' ex 626 in materia di sicurezza sui luoghi di lavoro. Le indagini sono in corso. Sarà la magistratura a stabilire le responsabilità per una tragedia che ha investito e lasciato sgomenti tutti. Non solo Lamezia, ma l'Italia intera. Qui non si parla di semplici numeri. Di dati o statistiche. Qui si parla solo di giovani vite spezzate. Investite da una fiammata che deve far riflettere tutti nella quotidianità. E poi profondo rispetto per il dolore di chi subisce una perdita così atroce da sopportare. Una lezione di vita, non di morte, sul vero senso delle cose.
Aggiungere altro sarebbe superfluo, per questo di seguito riportiamo essenzialmente i due discorsi tenuti sia da un vescovo Cantafora visibilmente commosso, tanto da doversi ad un tratto interrompere nel suo dire, che dal sindaco Speranza nella mattina di oggi quando si è svolto l'estremo saluto ai tre giovani che qui per lavoro hanno trovato la morte.
Virna Ciriaco
Discorso Monsignor Cantafora
"Carissimi, vorrei invitarvi a pregare di fronte a questo evento drammatico che ci sta davanti: tre bare racchiudono i corpi straziati di questi operai che nel loro lavoro hanno trovato la morte. Ci circonda, forse anche solo spiritualmente il dolore assurdo dei genitori, dei loro amori, dei parenti, dei colleghi di lavoro, insieme allo sbigottimento generale di tutta la città. Questo è un dramma che riguarda tutti. Non ci sono parole per questo modo inconcepibile di morire. È accaduto ciò che non deve mai accadere sul posto di lavoro, dove le persone si recano per guadagnarsi il pane con sudore e fatica. Negligenza? Mancanza di sicurezza? Non tocca a me rispondere, ma alla Magistratura e a quanti hanno le specifiche responsabilità previste dalle leggi. Io mi sento di dire, che: "La salute non può essere un prodotto da vendere in cambio di un posto di lavoro. Nessuno può cadere nel peccato di non occuparsi a sufficienza della salute dei lavoratori" (Osservatore Romano, 17.12.2007). La nostra costituzione è fondata sul lavoro, ma come darle ragione in giornate come queste? La ricerca della verità sull’accaduto andrà avanti, noi confidiamo nella Magistratura di questa città. A noi ora qui è chiesto un compito: sentire come “nostro” il dolore dei familiari e offrire loro la nostra vicinanza e preghiera. Contempliamo il mistero della Pietà. Cristo è entrato nella morte e l'ha sconfitta per sempre. Allora vera è la parola di San Paolo, "Se con lui viviamo, con lui risorgeremo", perché la nostra speranza è che si compia in noi la Pasqua del Signore Gesù, in cui troviamo la speranza e la forza di andare avanti".
Discorso del sindaco Speranza
"Vorrei dire alle famiglie che non solo l'Amministrazione comunale ed il consiglio comunale esprime la loro vicinanza ma tutta la città. La comunità di lamezia è rimasta profondamente colpita da questa tragedia. ieri c'è stato il lutto cittadino ed in diversi luoghi della città c'è stato un minuto di raccoglimento sia nelle scuole che nei luoghi di lavoro. Noi vi ringraziamo per averci dato la possibilità, anche se a voi è costato un ulteriore dolore, di poter salutare i vostri cari qui insieme prima di raggiungere le vostre rispettive città. C'è bisogno di giustizia per tre lavoratori giovani che nella nostra città lavoravano e che venendo dal centro Italia hanno invece trovato qui la morte. E questo su di noi pesa perché ci sentiamo profondamente fratelli vostri e alle vostre comunità e famiglie mandiamo un segno di grande affetto. Speriamo che le indagini questa volta facciano giustizia. L'Amministrazione comunale di Lamezia ha cercato di esprimere questo sentimento della città ma nelle prossime settimane farà sentire la propria voce su questo problema delle morti sul lavoro che è inaccettabile. Vi abbracciamo con tanto affetto e profonda solidarietà".

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