
Lamezia Terme – Un anno esatto di commissariamento: Lamezia oggi soffia una candelina senza che purtroppo ci sia nulla da festeggiare. Era lo scorso 27 novembre 2017 quando la triade composta da Francesco Alecci, Maria Grazia Colosimo e Desiree d’Ovidio varcava l’ingresso di via Perugini e si presentava alla città. Una città affranta, ancora attonita per aver subito un terzo scioglimento del consiglio comunale. Il loro arrivo avrebbe dovuto rappresentare quel riscatto e quella rinascita che si aspettava da tempo, soprattutto dopo la bomba sganciata con l’operazione Crisalide, pretesto per l’arrivo della commissione d’accesso al Comune. Eppure, in un anno, di acqua sotto i ponti ne è passata tanta. E’ stata ripristinata davvero la legalità? E’ stato tutto azzerato da quando, il Ministero, ha definitivo quella lametina “un’amministrazione comunale condizionata dalla criminalità organizzata?”. Era questo il momento per effettuare un cambio radicale. In 360 giorni le emergenze sono state così tante da far piombare Lamezia nello sbando più totale, senza prospettive e senza obiettivi futuri. Come se tutto questo fosse una vera e propria punizione da pagare per gli errori commessi in passato, non solo dai precedenti amministratori, ma anche dai cittadini che li hanno votati.
Dopo una sostituzione nella terna con l’arrivo di Rosario Fusaro al posto della D’Ovidio, la prima emergenza da affrontare è stata quella della carenza di dirigenti e la richiesta di nuovi sovrafunzionari. La situazione ereditata al Comune dalle precedenti gestioni non era già delle migliori, con soli tre dirigenti chiamati a gestire sovraccarico di lavoro e incombenze che in realtà spetterebbero a sette, come previsto dall’organico. Solamente tre dei funzionari richiesti al Ministero sono arrivati in via Perugini, e diverse sono state, nel corso dell’anno, le manifestazioni e gli scioperi da parte del personale. L’ultimo in ordine di tempo, lo stato d’agitazione indetto dai sindacati proprio lo scorso 22 novembre per la dirigenza del Comune: “Pochi, senza formazione ma anche messi alla gogna” hanno affermato recentemente.
Divieti, chiusure e mesi di proteste in città
All’immobilismo totale e alla chiusura dei commissari nelle loro stanze, (senza dare tante spiegazioni alle forze sociali, ma soprattutto alla cittadinanza), si sono aggiunte non poche problematiche da affrontare. Nessun passo in avanti con la differenziata e un’emergenza rifiuti che ha portato la procura di Lamezia ad aprire un’inchiesta con avvisi di garanzia a vertici Daneco e Multiservizi; interruzione del servizio idrico con indagati tra Multiservizi e Sorical; beni culturali fantasma e ancora parchi cittadini nel degrado e senza affidamento; Psc e piano spiaggia nel dimenticatoio; strutture senza affidamento e incognita sulle partecipate del Comune e sul futuro della nuova aerostazione lametina. A tutto ciò si è aggiunta una città svuotata dagli eventi e dalle competizioni sportive, nonostante i palesi successi raggiunti con impegno dalle compagini cittadine, alcune delle quali hanno dovuto anche rinunciare al campionato in corso. Immobili non accatastati e impianti e teatri chiusi per inagibilità hanno fatto il resto, inasprendo inevitabilmente il malcontento generale.
La possibile proroga del commissariamento
Tutti i mali però, non sono venuti certo con i commissari. Alecci non venga utilizzato come capro espiatorio di quanti, nel tempo, hanno condotto la città nel baratro. Quello che ci si chiede, a questo punto, è se la città sia realmente pronta per voltare pagina e dimenticarne tutte le brutture. La recente operazione “Quinta Bolgia”, grazie all’impegno delle forze dell’ordine e della magistratura, ha delineato ancora una volta uno spaccato inquietante che dimostra quanto tanto sia stato fatto e quanto ci sia però ancora da fare per cancellare definitivamente determinati intrecci criminali. Il commissariamento, partito un anno fa, potrebbe concludersi entro i 18 mesi o ottenere una proroga per altri 24. Per il voto, si ipotizzano le date di giugno o dicembre 2019, sempre se non subentrano altre dinamiche legate alle imminenti regionali.
Verso il voto
Sulle emergenze in città ha voluto vederci chiaro anche il governatore della Calabria Mario Oliverio. Smarcandosi da qualsiasi interesse legato alle prossime elezioni, ha incontrato i commissari, chiedendo inoltre una visita urgente al prefetto di Catanzaro, affinchè vengano risolte tutte le criticità su Lamezia. Un’iniziativa, la sua, che non ha ad esempio convinto il comitato nato per festeggiare i 50 anni dalla fondazione: “Da Oliverio solo propaganda, la sua Giunta non ha mai fatto nulla per la città” hanno affermato. Ma la città è invece pronta ad affrontare una nuova competizione elettorale? Se lo spaccato attuale, però, è rappresentato anche dalle diverse prese di posizione e le liti tra i gruppi e i comitati sulla manifestazione dello scorso 16 novembre, allora forse c’è ancora tanto da lavorare.
Alessandra Renda
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