
Lamezia Terme – Un appello disperato affinché qualcuno possa aiutare lui, la sua famiglia e le altre che abitano nella zona. La storia è quella di un piccolo imprenditore agricolo del lametino, Attilio Gullo che la sera di giovedì, quando il maltempo si è abbattuto su Lamezia e l’hinterland, ha vissuto attimi di paura temendo di perdere tutto. Non è riuscito a rientrare nella sua abitazione, insieme alla moglie, alle figlie e ai nipoti ma è riuscito a mettersi in salvo dormendo in macchina, anche se le sue serre sono state sommerse dal fango. Da allora, lui la sua famiglia e le altre quattro che abitano in quella zona, località Iannivecchio nel comune di San Pietro a Maida, sono al buio: senza corrente elettrica ed isolati. Il suo è un appello, alle istituzioni, alla macchina dei soccorsi, affinché possano aiutare la sua e le altre famiglie che sono ancora isolate e che sono rimaste duramente colpite da quella che si è rivelata essere una vera e propria alluvione. La sua abitazione si trova in una zona di campagna tra i comuni di San Pietro a Maida e Maida, dove insiste il torrente Cottola, che la notte di giovedì ha cominciato a fare paura, esondando e arrivando fino all’abitazione e ai campi: l’acqua è diventata fango, rovinando le coltivazioni. “È un problema di mancata pulizia del torrente” sostiene Attilio Gullo che, ora però, oltre il danno economico, che gli ha portato via due serre, sta vivendo l’isolamento per la sua famiglia e per le altre: sono da giorni senza luce e senza telefono in condizioni precarie, nonostante abbiano fatto presente la situazione. “Nessuno è venuto ad aiutarci”, ci spiega Attilio Gullo che aggiunge “Siamo abbandonati. Con i miei mezzi sono riuscito a liberare la strada dal fango ma la notte di giovedì siamo rimasti a dormire in macchina ed ora in casa ci ritroviamo ad usare le candele come una volta perché senza corrente”.

Quella di Attilio, però, non è purtroppo una storia isolata. Tante le famiglie e le aziende dell’area del lametino che hanno subito danni ingenti, rimanendo isolate e bloccate nel fango dopo il maltempo che si è abbattuto violentemente sull’area tirrenico e di Lamezia in particolare. Due persone, madre e figlio, hanno perso la vita e si sta ancora cercando il piccolo di due anni che era con loro. La macchina dei soccorsi non si è mai fermata da allora e continua ad operare incessantemente sul territorio. Ma la conta dei danni, il giorno dopo il violento nubifragio, è stata devastante: il fango ha distrutto molte coltivazioni e le associazioni di categoria si sono mosse per sollecitare interventi, che si spera arrivino al più presto e si sta valutando, oltre allo stato d’emergenza, anche quello di calamità.
C.S.

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