
Lamezia Terme - L’associazione “Caduceo”, presieduta da Anna Mancini ha indetto una conferenza stampa presso gli uffici del comune per denunciare “quanto di indecoroso e indegno è accaduto nel consiglio comunale di ieri” dove per mancanza legale di consiglieri è sfumata l’approvazione di “Villa Lametina”, scuola di formazione di polizia locale in città. L’idea di “Villa Lametina”, nata sette anni fa sotto la prima amministrazione Speranza, non avrebbe dovuto comportare – è stato specificato – un impegno economico da parte dell’amministrazione ma avrebbe potuto far riferimento ai fondi Pon sicurezza giacenti ad oggi in regione e che a breve se non saranno utilizzati verrano persi. Anna Mancini, presidente dell’associazione Caduceo, preposta alla tutela dei diritti dei cittadini ed interessi collettivi, ha tenuto a precisare che “l’offesa inqualificabile l’ha ricevuta Lamezia Terme, lesa nell’idea di sviluppo e di promozione del territorio”.
“Si tratta di una proposta che ha ottenuto nel corso degli anni passati anche approvazione da parte del colonnello Caputo e supporto dal procuratore Mazzotta” chiarisce la Mancini. La scuola di formazione – aggiunge poi – si prevede obbligatoria per legge in tutte le regioni e dal 2007, dopo che la Calabria non vi ha assolto, l’associazione Caduceo si è battuta per portare avanti uno studio di fattibilità su Lamezia al fine di garantire alla città un importante indotto economico.
La Mancini, ripercorrendo i fatti accaduti ieri in consiglio comunale, ha fatto presente che quando è stata proposta la delibera sulla scuola di formazione, è stata accolta all’unanimità dai presenti. “Solo la consigliera Teresa Benincasa rimaneva all’esterno dell’aula rifiutandosi di entrare, seguita poi dal consigliere Francesco Chirillo. Dopo una breve sospensione da parte del presidente del consiglio comunale, che li invitava a rientrare, e subentrati in seguito i consiglieri Vittorio Paola e Mario Benincasa per sopperire alla mancanza del numero legale, a questo punto anche i consiglieri De Biase e Carolina Caruso, che in precedenza avevano dato pieno assenso all’iniziativa, hanno abbandonato l’aula – forse per obbedire a qualche invito da chi era già fuori – asserisce la Mancini, facendo venire meno il numero legale per approvare la mozione”.
“Queste persone sono nemiche della città – afferma – perché hanno impedito ancora una volta che preminenti ragioni di sviluppo territoriale potessero prendere il via. Informerò sia i partiti che i movimenti invitandoli, qualora avessero predisposto delle liste, di espellerli dalla tornata elettorale. Da cittadina libera che da sempre si è impegnata in molte battaglie per la città di Lamezia, riterrò legittimo continuare per tutta la durata della campagna elettorale a denunciare quanto di grave è successo ieri al consiglio comunale”. Per quanto riguarda l’approvazione della delibera, come annunciato ieri dal presidente del consiglio comunale Francesco Grandinetti, si proverà ad inserirla insieme agli 11 debiti fuori bilancio in attesa di ulteriori sviluppi.
A.R.
© RIPRODUZIONE RISERVATA