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Roma- "C'è un fenomeno ancora più preoccupante, per me come ministro dell'Agricoltura, che ci sono tonnellate di fresco e freschissimo che da sud non arrivano a nord a causa di blocchi che peraltro, dopo la comunicato tutte le sigle sindacali degli autotrasportatori, appaiono difficilmente spiegabili". Così il ministro Francesco Lollobrigida a margine del question time alla Camera, sottolineando che "guardando i curriculum dei leader della protesta, se vi andate a studiare anche qualche casellario giudiziario", si evidenziano "criticità anche di questa natura".

"Ogni cittadino deve poter esprimere delle istanze" ma "chi lo fa in maniera strumentale creando problemi e disagi alla collettività, ovviamente non risponde alle caratteristiche di chi invece sta facendo delle legittime richieste, alle quali come sempre daremo riscontro". "Ai nostri agricoltori del Sud Italia va tutta la solidarietà in questo momento, hanno merci deperibili, se deperiscono semplicemente non gli verranno pagate e quindi avranno un danno economico che si va a sommare all'aumento dei costi di produzione, che oggettivamente non dipende certo dalla mancanza di capacità delle della politica tutta in Italia e del governo, ma da questioni di carattere internazionale".

"Dopo intervento di Salvini, blocchi sono ingiustificabili"

"Dopo l'incontro di ieri con il Ministro Salvini, le associazioni rappresentative degli autotrasportatori si sono dette soddisfatte degli impegni assunti dal Governo, e hanno chiesto loro stesse la rimozione dei blocchi. A questo punto sembrano davvero ingiustificabili. E il problema è lì, non far arrivare merci fresche e freschissime che stanno deperendo nelle aziende". Lo ha detto il ministro dell'Agricoltura, Francesco Lollobrigida, al question time alla Camera. "Voglio esprimere la mia solidarietà alle aziende agricole che in questi giorni si trovano in difficoltà anche a causa dei blocchi stradali che avvengono nelle regioni del Sud - ha detto ancora il ministro -, e alla distribuzione, ai trasformatori e ai cittadini che rischiano di vedere i prezzi crescere ancora di più al carrello, per la mancanza di generi o per la necessità della distribuzione di andarli a comprare chissà dove, invece che dalle nostre aziende del Sud Italia".

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