
Roma - Il Coordinamento Nazionale Docenti della disciplina dei Diritti umani fa appello a tutti i rappresentanti del Parlamento italiano ed a tutti gli esponenti delle associazioni culturali, dei sindacati e fondazioni, affinché la proposta di inserire in ogni scuola di ogni ordine e grado del Centro Sud, in fase di Mobilità, un docente della classe di concorso A046 (ex A019) - discipline giuridiche ed economiche - nel sistema educativo italiano trovi un esito positivo.
Non esiste società civile in cui il tema della legalità non sia promosso, divulgato e trasmesso. “Educare alla legalità i giovani – scrive il presidente Romano Pesavento - significa pertanto combattere “l’indifferenza, il compromesso morale, la contiguità, la complicità” in semplici parole contrastare le organizzazioni criminali (mafia, ndrangheta e camorra)”.
“L’opportunità di poter incidere sul nostro tessuto sociale in modo positivo – aggiunge -potrebbe non ripresentarsi; la coscienza di ciascuno è chiamata in causa per trasformare la realtà attuale.
“Fenomeni come l’espansione della criminalità, nelle sue espressioni economiche e finanziarie, e la piaga della corruzione, da cui sono affette anche le democrazie più evolute possono trovare un argine efficace. È necessario intervenire non solo nel momento repressivo, ma anche in quello educativo, rivolto in modo particolare alle nuove generazioni, offrendo un’antropologia e un modello di vita in grado di rispondere alle alte e profonde ispirazioni dell’animo umano” (Papa Francesco)”.
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