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Soveria Mannelli - Prosegue la protesta organizzata dal Comitato Ospedali di Montagna Calabresi (Comocal). Questa volta la manifestazione si è spostata a Soveria Mannelli davanti al presidio ospedaliero dopo quella organizzata ad Acri. Scopo della manifestazione è quello di accendere i riflettori sul depauperamento dei presidi ospedalieri in zone altrimenti difficilmente raggiungibili come le zone montane. Dal Comitato fanno sapere che il Decreto promosso dal Commisario Scura “il n. 9 del 2 aprile, cancella quasi totalmente servizi diagnostici e clinici imprescindibili per l’erogazione di un servizio minimo in questi territori disagiati, dove a farne le spese saranno i laboratori ematologici e radiologici, oltre che dove presenti alcuni servizi importanti, come la pediatria, la cardiologia, la fisioterapia, la psichiatria, la ginecologia e altri omologhi.

Un fatto che ha creato un allarme sociale dove il Comitato degli Ospedali di Montagna Calabresi non intende declinare il suo impegno, cercando di porre all’attenzione pubblica tale precarietà. Se da un lato queste strutture vengono implementate secondo i dettami del decreto con chirurgie elettive, servizi oncologici e lungodegenze, nello specifico - spiegano - rischiano di perdere le peculiarità con cui fino ad oggi sono state percepite dalle popolazioni. Gli implementi ben vengano - concludono dal Comitato promotore della manifestazione - ma che siano di supporto ai servizi diagnostici, che se pensati nel giusto modo potrebbero inserirsi nella rete ospedaliera come valore aggiunto, anche alla luce di quanto emerso sull’emigrazione sanitaria, in parte originatasi proprio per la soppressione dei piccoli ospedali e non solo quelli montani”.

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