
Lamezia Terme - La vertenza dei lavoratori precari calabresi non si ferma. Gli ex Lpu/Lsu calabresi mantengono lo stato di agitazione nei Comuni di appartenenza, mentre le Segreterie generali di Cgil, Cisl, Uil Calabria hanno spostato il piano della discussione sul livello nazionale. Continua, quindi, la protesta partita tre giorni fa dalla stazione centrale di Lamezia con l’occupazione anche dei binari. Cgil, Cisl, Uil Calabria, informano in una nota unitaria, stanno monitorando, a stretto contatto con le rispettive Segreterie nazionali, l’evolversi della vicenda, forti in questo dalla grande e composta partecipazione dei lavoratori alla due giorni di mobilitazione presso la stazione ferroviaria di Lamezia Terme.
“Una protesta - evidenziano - che è servita a far capire ai Parlamentari italiani, impegnati in Commissione bilancio della Camera dei Deputati nella discussione sulla Legge di Bilancio, quale sia l’importanza della vertenza precari in Calabria, quale sia la sua ricaduta economica e sociale”. In questo momento, le Segreterie nazionali di Cgil, Cisl, Uil rendono noto che stanno avviando un’azione di monitoraggio con i ministeri competenti al fine di verificare l’inserimento, la successiva discussione e l’attesa approvazione dell’emendamento utile alla proroga della contrattualizzazione in Commissione bilancio al Senato dove, fra qualche giorno, approderà la Manovra economica del Governo per la discussione e l’eventuale modifica.
“Obiettivo minimo questo - precisano - che, in breve, deve portare al raggiungimento dell’obiettivo atteso della completa stabilizzazione di questi 4500 lavoratori attraverso una modifica ad hoc del “Decreto Concretezza” ed il superamento di un iter complesso così come garantito da un’autorevole rappresentante della compagine governativa. In attesa che la Legge di bilancio approdi in Senato per la sua discussione, comunque, la mobilitazione dei lavoratori va avanti. Laddove non si dovessero registrare fatti concreti, Cgil, Cisl, Uil Calabria, in stretta collaborazione con le rispettive Segreterie nazionali, mantengono ferma l’ipotesi di dare vita ad una giornata di mobilitazione nazionale da far coincidere con il calendario della discussione sulla Manovra presso il Senato della Repubblica”.
Disagi, quindi, che vanno ad incidere anche sullo svolgimento dei servizi nei rispettivi comuni. Il sindaco di Gizzeria, Pietro Raso, questa mattina ha infatti comunicato che “i tredici dipendenti a tempo determinato ex LSU/LPU, impiegati presso il Comune di Gizzeria, hanno tutti aderito allo stato di agitazione indetto dalle OO.SS., per protestare contro il mancato rinnovo del contratto di lavoro da parte del Governo, riunendosi da oggi 6 dicembre in assemblea permanente e sospendendo tutti i servizi dagli stessi espletati”. L’amministrazione comunale si vede così costretta a non poter “garantire ai cittadini la puntuale erogazione di importanti servizi – rende ancora noto il Sindaco di Gizzeria - tra i quali il trasporto degli alunni mediante scuolabus ed il regolare ed efficiente funzionamento dei vari uffici comunali (tecnico-manutentivo, edilizia-demanio, suap, anagrafe, ragioneria e servizi sociali)”.
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