
Lamezia Terme - Quella di Catanzaro è l'unica delle province calabresi a non registrare risultati ‘non conformi’ a seguito del monitoraggio effettuato da Arpacal sullo stato delle acque destinate alla balneazione in tutto il territorio regionale. Pertanto la classificazione annualità 2018 non andrà a penalizzare nessun punto di balneazione della Provincia di Catanzaro per quanto riguarda lo stato di qualità delle acque. Esistono tuttavia, punti interdetti ai bagnati in maniera permanente e rispetto ai quali la città di Lamezia Terme ha emesso l’Ordinanza N° 91 del 04/06/2018: in prossimità delle foci del fiume Bagni e del fiume Amato, nel tratto di costa tra il Pontile in area ex Sir e la foce del Torrente Turrina. “Per motivi di sicurezza” scrive Arpacal anche “ulteriori 100 metri a destra del pontile sito in area ex Sir”. L’attività di campionamento della campagna di monitoraggio 2018 delle acque adibite alla balneazione della provincia di Catanzaro ha avuto inizio il 16 Aprile e si è conclusa il 18 Settembre. Il campionamento è stato effettuato, come previsto nel calendario di monitoraggio, in quanto il prelievo non può essere effettuato oltre quattro giorni dopo la data fissata pertanto, non è consentito effettuare i campionamenti facendoli coincidere con le condizioni più favorevoli a garantire un buono stato qualitativo delle acque marino - costiere (ad esempio, evitando condizioni di mare mosso, correnti sfavorevoli, giorni successivi a forti piogge).
“Dai risultati analitici si osserva - scrive Arpacal - un aumento della carica batterica, seppur conforme, di Escherichia coli ed Enterococchi intestinali in corrispondenza dei mesi di Luglio e Agosto nei quali insistono un maggiore flusso di bagnanti e in particolare il mese di Agosto è stato caratterizzato da piogge frequenti e da condizioni marine avverse, che hanno presumibilmente aumentato l’impatto dell’immissione dei corsi d’acqua. Sempre nello stesso periodo a causa dell’innalzamento della temperatura delle acque di balneazione si è verificata la formazione di mucillagini soprattutto nelle zone con acque poco profonde caratterizzate da scarse correnti e che ricevono l’apporto di acque fluviali provenienti da zone con insediamenti demografici, industriali e agricoli. Nel corso della campagna di balneazione 2018 il monitoraggio non ha evidenziato criticità riguardo lo stato di qualità delle acque marine della costa ionica e tirrenica Catanzarese. Pertanto, sebbene sul mare insistano molteplici variabili molte delle quali difficili da monitorare, possiamo comunque escludere l’insistenza di un inquinamento di natura organica perdurante nel tempo”.

A livello regionale dai dati emerge che ben 27 comuni, sui 112 costieri monitorati pari al 20% hanno aree sottoposte a divieto temporaneo in quanto presentano criticità dovute ad inquinamenti di breve durata e/o aree in qualità scarsa che nel corso degli ultimi anni non hanno ricevuto adeguate misure di risanamento. Le criticità continuano a persistere in aree antistanti foci di fiumi e/o torrenti che risentono anche delle perturbazioni piovose, o in zone collocate nelle strette vicinanze di depuratori mal funzionanti. Un dato in leggero peggioramento rispetto al 2017 quando i Comuni interessati erano 22. Gli aumenti più consistenti di aree inquinate, anche in via temporanea, sono a Cosenza e Vibo Valentia con un incremento del 2,33% e dello 0,4%. Migliorate Reggio Calabria e Crotone, mentre a Catanzaro il 100% dei campioni è risultato conforme.
Reggio Calabria – Divieto permanente nelle zone Gallico-limoneto e lido Mimmo, Pentimele, Circolo nautico, il pontile nord e sud del lido comunale, villa Zerbi, Pellaro- Lume, l’area a nord del torrente Annunciata e il delta del fiume Mesima. A questi si aggiunge anche Brancaleone, dove i problemi di depurazione stanno compromettendo in maniera anche grave la qualità del mare.
Vibo Valentia – Sono sei i punti non conformi della provincia: Briatico (Località Cocca); Nicotera (200 metri a destra del fiume Mesima); Pizzo (zona Hotel Grillo e Porticciolo); Vibo Valentia (Fosso industriale di Porto Salvo e 200 metri a destra del torrente Traniti); di questi il rischio permanente di non balneabilità è per Briatico e Nicotera.
Crotone – Diversi i punti segnalati in provincia di Crotone. E quasi tutti su campioni prelevati in pieno agosto. In tutti casi le situazioni si sono risolte in poche settimane e sono state classificate come “inquinamento di breve durata”. Crotone (500 mt fiume Neto e Camping Alfieri), Cirò (Cervana e canalone Artino), Crucoli (torrente Cassia), Strongoli (Casello 2017), Isola Capo Rizzuto (torrente Acquavrara).
B.M.

© RIPRODUZIONE RISERVATA