Lamezia Terme, 25 maggio - Accendere i riflettori sulla Degenerazione Maculare Legata all’Età, promuovere l’informazione sulla malattia e favorire la diagnosi precoce sono gli obiettivi della campagna “Salva la Vista”. È questo l’obiettivo dell’iniziativa, promossa dalla IAPB Italia onlus, ed organizzata in collaborazione con “l’Università degli Studi Magna Graecia” di Catanzaro e realizzata con il supporto di Novartis e con il patrocinio del Comune di Soverato. Prevenzione, diagnosi precoce e opportunità terapeutiche sono questi gli argomenti che verranno affrontati nell’incontro aperto al pubblico che si terrà a Soverato, mercoledì 26 maggio alle ore 16:00, presso il Teatro Comunale in Via Ammirante. Relatori dell’incontro, il Professor Giovanni Scorcia, Direttore Cattedra di Malattie dell’Apparato Visivo – Università degli Studi Magna Graecia di Catanzaro, il Dottor Giorgio Randazzo, Dirigente Medico U.O. di Oculista – Policlinico Universitario Mater Domini di Catanzaro, la Dottoressa Giovanna Carnovale Scalzo, Dirigente Medico U.O. di Oculista – Policlinico Universitario Mater Domini di Catanzaro e l’Avv. Giuseppe Castronovo, Presidente dell’Agenzia Internazionale per la Prevenzione della Cecità-IAPB Italia onlus. A loro il compito di illustrare questa patologia, descriverne i sintomi e le nuove opzioni terapeutiche. I lavori saranno aperti con il saluto di Luciana Lo Prete, Presidente Provinciale dell’Unione Italiana dei Ciechi e degli Ipovedenti-Onlus di Catanzaro. Per il Professor Giovanni Scorcia “La Degenerazione Maculare Legata all’Età provoca un deterioramento progressivo della macula, la parte più centrale della retina, responsabile della visione distinta: per questo risulta impossibile compiere anche le più semplici attività quotidiane, come la possibilità di svolgere lavori domestici, di guidare, di usare il telefono, di maneggiare il denaro – dichiara il Professore Direttore della Cattedra di Malattie dell’Apparato Visivo dell’Università Magna Graecia di Catanzaro – Le persone vanno incontro in genere anche a difficoltà motorie e ad un aggravio psicologico tanto che, secondo recenti studi, i pazienti affetti da questa patologia risultano vivere una condizione psicologica addirittura peggiore di quelli colpiti da altre patologie croniche. La Degenerazione Maculare Legata all’Età ha effetti irreversibili sulla visione e soprattutto nella forma umida, più aggressiva, ha un decorso molto veloce”. “È importante poter diagnosticare tempestivamente la malattia per stabilizzare la visione prima che si verifichi un profondo deficit visivo – prosegue il Professore – I segnali che possono mettere in allarme sono un lento e graduale calo della vista, visioni di immagini o porzioni di immagini distorte e ondulate, percezioni di aree sfuocate ed annebbiate che tendono a divenire vere e proprie macchie scure. Nuove prospettive terapeutiche sono disponibili per la cura dei pazienti affetti da Degenerazione Maculare Legata all’Età neovascolare: i farmaci anti-angiogenici sono adesso disponibili anche in Italia a carico del Servizio Sanitario Nazionale, garantendo ai malati la possibilità di accedere ai migliori trattamenti disponibili”. La DMLE rappresenta nel mondo occidentale la prima causa di cecità legale e ipovisione negli ultrasessantenni nei Paesi industrializzati. Si manifesta in due forme, secca e umida: quest’ultima, la più grave, colpisce l’1% degli ultra 50enni, il 14% degli ultra 75enni e oltre il 30% degli ultra 85enni. Nel mondo, ogni anno, circa mezzo milione di persone perde la vista a causa della DMLE; in Italia si stima che circa 260.000 persone siano affette dalla forma più grave, quella neovascolare, che registra 20.000 nuovi casi ogni anno, di cui 600 in Calabria.
© RIPRODUZIONE RISERVATA