
Lamezia Terme - In una lettera aperta al commissario alla Sanità, Saverio Cotticelli, il coordinamento regionale "Costruiamo Insieme" dice la sua sulla creazione della azienda ospedaliera unica e sul ruolo del Giovanni Paolo II. "Le nostre associazioni, che da oltre dieci anni - sostengono - si occupano del destino dell’ospedale Giovanni Paolo II, vedono in questa integrazione, sì una sfida, ma l’unica opportunità rimasta di dare al nostro ospedale un ruolo che possa fornire risposte di qualità alle tante domande di buona sanità che provengono non solo dai lametini, ma da tutti i calabresi, e che sono attualmente frustrate". Poi chiamano in causa Cotticelli: "In questo lei, come parte indispensabile ed importantissima del tavolo tripartito che dovrà definire il Protocollo d’Intesa, darà sicuramente un forte contributo per evitare i rischi da lei paventati che il nostro ospedale sia fagocitato e diventi, come qualche politico, ha detto di temere “un magazzino” dell’azienda unica. In questo tavolo a tre siederà anche il Presidente della Giunta Regionale, che in sede di discussione prima dell’approvazione della proposta di legge per l’azienda unica ospedaliero-universiataria ha giustamente prefigurato per l’ospedale di Lamezia quella funzione di Centro Traumatologico Ortopedico tuttora mancante nella nostra regione".
"La funzione di CTO - aggiungono - per la quale ci siamo da sempre battuti ha anche il vantaggio, per come riportato in uno studio commissionato al (CESMAV) Centro Studi di Medicina Avanzata di Firenze (spesso collaboratore dell’AGENAS), di essere un cosiddetto “top di gamma” che inevitabilmente trascina verso l’alto tutti i servizi del resto della gamma ospedaliera". Il coordinamento, infine, soun incontro con il commissario alla Salute: "Auspichiamo che possa trovare il tempo di risponderci e di incontrarci, anche ad horas, perché siamo certi di poter contribuire ad una discussione scevra da pregiudizi anche con documenti e studi come quello del CESMAV, che non possono di certo essere considerati di parte. Un’ultima nota. Qualcuno tira ora fuori che l’ospedale di Lamezia non possa essere integrato perché disterebbe 40 chilometri dalla nuova azienda ospedaliero-universitaria. A parte il fatto che la distanza tra Catanzaro e Lamezia è di 35 chilometri, a parte il fatto che da quel che pare oggi acquisito il presidio ospedaliero più grosso della nuova azienda sarà allocato a Germaneto da cui Lamezia dista solo 20 chilometri, questo qualcuno sottace e non mena scandalo per il fatto che anche il presidio oncologico del Ciaccio sarà a 20 chilometri di distanza da Germaneto".
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