
Catanzaro - Il presidente della Fondazione Campanella Paolo Falzea, "su sollecitazione dei dipendenti, ha conferito incarico all'avv. Alfredo Gualtieri di proporre ricorso al Tar avverso il provvedimento prefettizio di estinzione dell'Ente". Lo rende noto la Fondazione in un comunicato. Il prefetto di Catanzaro Luisa Latella, con proprio decreto, il 23 febbraio scorso aveva dichiarato "estinta la fondazione per l'accertata impossibilità di raggiungere lo scopo per il conseguimento del quale l'ente era stato costituito". Nell'atto si affermava anche che l'estinzione è dovuta alla mancata "consistenza patrimoniale", che rappresenta "uno dei requisiti indispensabili per la vita dell’ente".
I vertici della Fondazione scrivono a Oliverio, Scura e Urbani
Il presidente della Fondazione Campanella, Paolo Falzea e il direttore generale, Mario Martina, hanno scritto una lettera al presidente della Regione, Mario Caligiuri, al Commissario ad acta per il Piano di rientro, Massimo Scura e al sub commissario Andrea Urbani, allegando la documentazione "idonea ad attestare - è scritto nel testo - il debito della Regione nei confronti della Fondazione". "E' bene anzitutto ricordare - affermano Falzea e Martina - che la Kpmg, advisor della Regione, su incarico del gen. Pezzi ha fatto un'analisi dettagliata, durata mesi, esaminando ogni singolo documento, della situazione economica della Fondazione proprio per chiarire i dettagli di tale situazione. Allora come oggi la Regione voleva legittimamente vederci chiaro. Quella relazione è in mano alla Regione, ma ad ogni buon conto si allega. Le principali ragioni creditorie della Fondazione trovano il loro fondamento in atti formali: atto costitutivo e statuto della Fondazione sottoscritti dal presidente della Regione ed espressamente approvati dalla Giunta regionale con Delibera 798/04". "Tali atti - proseguono Falzea e Martina - sono stati sottoposti al controllo del Prefetto di Catanzaro, il quale, proprio sulla base del formale impegno della Regione di dotare la Fondazione di un suo patrimonio, ha proceduto all'iscrizione della stessa nel Registro delle persone giuridiche private.Senza patrimonio, infatti, non si può costituire una fondazione. Ed è per questo che il Prefetto di Catanzaro nel 2015, una volta accertato il mancato versamento da parte della Regione del patrimonio della Fondazione Campanella, ne ha disposto l'estinzione. La delibera della Giunta regionale 798/04 non è stata mai annullata o revocata, né è stato mai impugnato l'Atto costitutivo o lo Statuto della Fondazione. Si tratta, pertanto, di atti perfettamente legittimi, efficaci, vincolanti e fonte di obblighi giuridici. D'altra parte è notorio che se si assumono impegni innanzi ad un notaio sottoscrivendo un atto pubblico si è tenuti a darvi esecuzione".
Per i vertici della Fondazione Campanella, inoltre, "da tali atti discendono i seguenti impegni per la Regione: versamento del Fondo di dotazione, pari a circa 25 milioni di euro (oltre rivalutazione e interessi dal 2004 ad oggi) destinato all'acquisto attrezzature e tecnologie; versamento dei contributi annui a carico della Regione ; contributi a carico della Regione per gli anni successivi sino all'entrata in vigore della legge regionale 63/12 -1° gennaio 2013 - che ha ridefinito l'assetto giuridico della Fondazione". In particolare nella documentazione si precisa che "per gli anni 2010, 2011 e 2012 la Fondazione avrebbe, dunque, dovuto ricevere 150 milioni di euro, mentre ne ha ricevuto circa 61, il credito residuo ammonta a circa 89 milioni di euro, oltre rivalutazione e interessi. Il mancato versamento da parte della Regione di tali somme, nonostante le continue sollecitazioni ad adempiere, ha determinato una grave situazione debitoria che ha compromesso sempre di più lo svolgimento delle sue attività. Situazione, questa, più volte denunziata, fin dal 2010, ai soci fondatori, alla Struttura commissariale, al Prefetto nella sua qualità di Autorità di controllo sulle fondazioni e agli organi di informazione. Nel tentativo di trovare una soluzione che consentisse alla Fondazione di non dovere attendere la sentenza del Tribunale di Catanzaro per garantirsi la sopravvivenza, il presidente facente funzioni della Regione, previo parere dell'Avvocatura regionale, nel luglio 2014 ha ipotizzato una transazione del giudizio pendente. A fronte di un debito pari a circa 174,5 milioni di euro, oltre rivalutazione e interessi, la Regione avrebbe pagato solo 29 milioni di euro in tre anni senza interessi, cifra che avrebbe all'epoca consentito alla Fondazione di estinguere i suoi debiti". "Quel che è certo è che, a prescindere dalla transazione - conclude il testo della lettera - esiste un debito della Regione nei confronti della Fondazione scaturente da atti formali perfettamente validi ed efficaci e che se la Regione adempisse, anche solo in parte, sarebbe scongiurata la liquidazione dell'Ente".
Abramo ad Oliverio: "Fare nuova transazione"
"Una nuova ipotesi di transazione tra Regione Calabria e Fondazione Campanella per scongiurare non solo il rischio della chiusura della struttura, ma anche il concreto pericolo che l'Ente possa essere chiamato dal Tribunale a rispondere di cifre molto più alte". E' ciò che propone il sindaco di Catanzaro Sergio Abramo al presidente della Regione Mario Oliverio. "Il Governatore - propone Abramo - avvii al più presto una nuova istruttoria, in modo da avere piena contezza del debito, e lavori da subito ad un nuovo accordo, magari su basi ancora più convenienti per l'Ente, perché basterebbero 15 milioni di euro, forse meno, per evitare il disastro. Da qui si può ripartire per varare un piano industriale che consenta alla Fondazione di gestire, in regime di convenzione, i 35 posti letto e i servizi di assistenza domiciliare integrata". Il sindaco di Catanzaro sostiene che "la delibera di Giunta Regionale n. 395, pur subordinando la sottoscrizione della transazione al reperimento delle necessarie risorse in bilancio, contiene espliciti impegni e altrettanto esplicite ammissioni dei mancati adempimenti finanziari a favore della Fondazione, ammissioni suffragate dalla stessa Avvocatura regionale". Abramo ha formalizzato la proposta con una lettera inviata non solo a Oliverio e al suo vice Enzo Ciconte, ma anche al commissario straordinario Massimo Scura e ai dirigenti dei settori regionali alla salute, Zito, al bilancio, De Cello, all'avvocatura, Spanti.
"Uno dei nodi centrali della vertenza Fondazione Campanella - scrive Abramo - è la definizione del contenzioso tra la stessa Fondazione e la Regione, da cui potrebbero scaturire le risorse per salvare in extremis la struttura. Nello spirito di collaborazione tra Istituzioni e nel riaffermarle il forte interesse della Città Capoluogo a salvaguardare il polo oncologico, mi permetto di segnalare alcuni elementi di forte preoccupazione sul piano della legittimità degli atti e delle azioni che si andranno a compiere. Io penso che la strada della chiusura della Fondazione sia sbagliata ed esporrebbe la Regione a forti rischi: il liquidatore giudiziale potrebbe chiedere ed ottenere il pagamento di tutte le somme dovute dalla Regione alla Campanella. Occorre ricordare che nel giudizio, aperto nel 2012 dalla Fondazione, viene chiesto al Tribunale di Catanzaro di condannare la Regione al pagamento della complessiva somma di 170 milioni di euro. Comprendo la sua prudenza rispetto ad una pratica gestita dalla precedente Amministrazione regionale, ma è altrettanto vero che un'inerzia rispetto agli impegni solennemente assunti nella Delibera di Giunta regionale n. 395/2014 potrebbe portare la Regione a soccombere e a pagare. Se è vero che la delibera subordina la sottoscrizione della transazione al reperimento delle necessarie risorse nel bilancio regionale, è altrettanto vero che nella premessa della stessa delibera la Giunta regionale ammette che 'sono insorte diverse vertenze determinate dal mancato adempimento di impegni finanziari assunti formalmente dalla Regione'. Né si può non tenere conto della lettera con cui l'Avvocatura Regionale il 16 settembre 2012 trasmette alla giunta la bozza di accordo, non senza sottolineare che 'il diritto riconoscibile in favore della Fondazione risiederebbe in un'attenta lettura dell'art. 4 dello Statuto, laddove è previsto l'obbligo della Regione di versare alla Fondazione 25 milioni 882mila euro da destinare all'acquisto di strumentazioni'". "Ritengo - afferma, tra l'altro, Abramo - che nessuna forza politica si tirerà indietro rispetto alla possibilità di salvare la Fondazione, i suoi 245 dipendenti, il destino di centinaia di ammalati. Solo seguendo questo percorso, a mio modesto avviso, la Regione potrà ottenere due enormi vantaggi: evitare un enorme danno economico e, nello stesso tempo, dare risposte alla crisi di una struttura di enorme importanza per il sistema sanitario calabrese. Le risorse derivanti dalla transazione potrebbe essere decisive per avviare un serio Piano Industriale che consenta alla Fondazione di continuare a vivere e gestire in forma convenzionata i 35 posti letto e i servizi di assistenza domiciliare integrata".
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