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Roma - "Una catastrofe occupazionale e un impoverimento dell'economia locale". E' quanto scrivono i segretari generali della Slc Cgil, Daniele Carchidi, della Fistel Cisl, Francesco Canino, e della Uilcom Uil, Fabio Guerriero, con riferimento alla vertenza che sta coinvolgendo in questi giorni il settore dei call center. Slc Cgil, Fistel Cisl e Uilcom Uil hanno inviato oggi alle prefetture calabresi una comunicazione nella quale segnalano "la grave situazione di dramma sociale che sta vivendo il territorio a causa dei mancati rinnovi dei contratti a tempo determinato a seguito dell'entrata in vigore del "Decreto dignita'". Senza voler entrare nel merito del provvedimento di legge, onde evitare strumentalizzazioni politiche di vario genere, gli effetti che ne derivano non sono sicuramente quelli auspicati dalla dichiarata volonta' del legislatore. Il provvedimento - aggiungono Carchidi, Canino e Guerriero - doveva agevolare il superamento delle condizioni di precariato per i tanti contratti a tempo determinato o in somministrazione, favorendo la tanta agognata stabilizzazione. Nei fatti cio' che sta accadendo e' totalmente in direzione contraria. In Calabria 1000 lavoratori hanno gia' perso il lavoro da luglio a oggi e 500 potrebbero essere coinvolti nei mesi a seguire".

Caso call center a Crotone, Abramo Spa: “Volontà di mantenere impegni presi”

Al fine di chiarire gli indirizzi delle scelte dell'azienda Abramo Customer Care S.p.A. ed in riscontro a quanto accaduto e riportato da diversi organi di stampa in questi giorni, relativamente al centro operativo di Crotone, occorre intanto ribadire e confermare la ferma volontà della società a mantenere intatto l'impegno al mantenimento ed al rafforzamento del centro crotonese". É quanto afferma, in un comunicato, la società Abramo Customer Care. "Allo stesso modo - si aggiunge - si intende ribadire che Abramo Customer Care si sta pedissequamente attenendo alle norme vigenti in materia di diritto del lavoro che, come tutti i cambiamenti, hanno generato una trasformazione del modello organizzativo. Nessun licenziamento è stato effettuato e l'oggetto del contendere riguarda contratti a tempo determinato giunti a naturale scadenza. Invitiamo pertanto quanti si cimentano nella discussione ad utilizzare professionalmente i termini corretti. A tanti attori di questa diatriba, però, sfugge il contributo che la nostra realtà aziendale, dopo il dramma della chiusura delle fabbriche, ha dato e continua a dare al territorio da venti anni a questa parte. A tanti osservatori poco attenti sfugge che il centro crotonese è il più grande dei centri Abramo, ma soprattutto a molti sfugge che le risorse presenti sul centro di Crotone sono attualmente circa 1.900. Venti anni di azienda presente a Crotone, mai un'ora di ammortizzatori sociali, mai una data sbagliata nel pagamento delle retribuzioni e soprattutto mai una mortificazione per il territorio.

"L'invito che rivolgiamo a tutti - afferma ancora nella nota la Abramo Customer Care - è quello di sedersi attorno un tavolo per trovare insieme formule strutturali che possano permettere di mantenere, consolidare e sviluppare l'unica forma di lavoro che in periodi di difficoltà economica del Paese ha garantito un minimo di potere d'acquisto in territori come il nostro. L'abbattimento del cuneo fiscale per i settori labour intensive ed il ripristino delle condizioni di maggiore flessibilità sono due elementi che riteniamo imprescindibili. Alle condizioni normative attuali l'azienda, per la gestione di una nuova attività della durata di 10 mesi, non potrebbe richiamare i contratti scaduti seppure con 16 mesi di anzianità. In un contesto di mercato segnato dall'elevata flessibilità, in un contesto di Paese caratterizzato da una ripresa ancora debole, la risposta non può essere un semplice ricorso alla stabilizzazione. Si creino le condizioni per la stabilità e noi saremo i primi a stabilizzare”.

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