
Roma - Rivolta dei Sindaci contro il decreto sicurezza. Si sta consumando in queste ore la sfida lanciata da alcuni sindaci al decreto sicurezza, a partire da quello di Palermo, Leoluca Orlando, in particolare in riferimento alla disposizione che sospende i diritti dei migranti richiedenti asilo. Orlando ha così dato ordine ai suoi uffici “di sospendere la legge 132 del 2018”. Il sindaco siciliano manifesta di non voler essere “complice di una violazione palese dei diritti umani, quelli previsti dalla Costituzione". Con Orlando si sono schierati anche il sindaco di Napoli Luigi De Magistris e i primi cittadini di Firenze, Dario Nardella, e di Reggio Calabria, Giuseppe Falcomatà.
Dura la reazione del ministro dell'Interno Matteo Salvini che arriva dai social: "Alcuni sindaci del Pd annunciano che non applicheranno il decreto Sicurezza, alla faccia dei mille problemi, quotidiani e reali, che hanno i loro concittadini. Dobbiamo dare tutto anche agli immigrati irregolari? Io non sono d'accordo". E, aggiunge “Ricordo a questi sindaci di sinistra che il Decreto Sicurezza, una legge di buon senso e civiltà, è stato approvato da Governo e Parlamento, e firmato dal Presidente della Repubblica”. “Prima dobbiamo pensare ai milioni di Italiani poveri e disoccupati, difendendoli dai troppi reati commessi da immigrati clandestini, poi salveremo anche il resto del mondo. Sbaglio?” conclude il Ministro.
I Sindaci “disobbedienti” si sono schierati contro quella parte del decreto sicurezza riferita ai migranti che richiedono asilo e che non potranno più essere iscritti all’anagrafe del comune e, di conseguenza, non potranno godere dei diritti basilari.
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