
Tiriolo (Catanzaro) – Con una lettera indirizzata alla Regione Calabria, alla Protezione Civile e alla Prefettura di Catanzaro, il sindaco di Tiriolo Domenico Stefano Greco, porta all’attenzione il sistema di allertamento meteo evidenziandone spesso l’inefficia. Il primo cittadino fa presente che per la giornata del 15 settembre scorso, era stato previsto, per il Comune di Tiriolo, il livello “3”, con il seguente scenario di rischio “Nelle aree a rischio di frana, in particolare in quelle classificate dal PAI e/o indicate nel Piano di gestione del rischio alluvioni, c’è una probabilità elevata che possano verificarsi eventi di frana”. Greco rende però ancora noto che proprio quel giorno, il territorio “non è stato interessato da alcun fenomeno meteorologico avverso, sia esso di portata rilevante o meno (per essere più chiari, non è caduta una sola goccia d’acqua). E’ del tutto evidente, quindi -aggiunge - lo stato di tensione psicologica ed il disorientamento con i quali i Sindaci (ultima ruota di un ingranaggio, a dir poco, perverso) sono costretti a convivere, in quanto la poca “attendibilità” degli allerta meteo genera confusione ed incertezza circa le reali ed effettive azioni e misure che si rende necessario attivare al fine di salvaguardare e tutelare le aree di propria competenza ed, in ultima analisi, preservare l’incolumità delle persone e la sicurezza delle cose. L’attenzione di chi scrive è stata, altresì, attratta dalla “clausola di salvaguardia” posta in calce alla predetta comunicazione, che così recita “alcuni fenomeni potrebbero avere evoluzioni repentine per cui la possibilità di comunicazioni preventive è pressoché nulla. In alcuni casi la comunicazione potrebbe essere post-evento in quanto non tutti i fenomeni possono essere individuati in real time attraverso la rete di monitoraggio”.
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Agli occhi di chi scrive – aggiunge ancora - la citata clausola di salvaguardia appare posta a tutela degli Organismi Regionali a ciò preposti (lo stesso termine utilizzato “salvaguardia” non può che confermare detta impressione), scaricando, di conseguenza, sulla pelle dei Sindaci ogni e qualsiasi responsabilità in relazione ad eventi imprevedibili/repentini o, comunque, non individuabili in tempo reale. Alla luce di quanto sopra descritto, è del tutto pacifico che il sistema della protezione civile, con specifico riferimento al meteo, necessita di una radicale e profonda rivisitazione, attraverso un approccio differente alle relative tematiche e soprattutto attraverso l’individuazione di una metodologia di lavoro e di una impostazione non meramente formale e burocratica, ma che veda protagonisti attivi tutti i soggetti, ai vari livelli, coinvolti nella materia qui trattata e che, pertanto, non lasci i Sindaci abbandonati a se stessi, in balia delle onde e quali parafulmini destinatari ultimi di ogni e qualsiasi conseguenza nefasta”.
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