Salta al contenuto principale

cisl-calabria-foto-lamezia.jpg

Lamezia Terme - “Occorre rilanciare gli investimenti, pubblici e privati, in un disegno strategico che mette al centro alcuni driver, intesi come priorità delle politiche di sviluppo della Calabria e del Mezzogiorno”. È il messaggio che, in sintesi, ha mandato il segretario generale della Cisl Calabria Tonino Russo nel corso della sua lunga relazione che ha introdotto i lavori del workshop ‘Le politiche per il lavoro, gli investimenti per la crescita, le infrastrutture per lo sviluppo. Il nostro progetto per la Calabria’. Un messaggio, quello del leader della Cisl, rivolto soprattutto a governo nazionale e regionale ma anche agli attori che operano sul territorio come Rfi e Anas i cui rappresentati, rispettivamente Enzo Macello e Giuseppe Ferrara, sono intervenuti nel dibattito. Un appello dunque che Russo ha sollevato per invertire il trend negativo che ancora caratterizza la dinamica economica della regione. “La Calabria continua a registrare dati negativi – ha detto - sia sotto il profilo dell’occupazione che su quello della povertà. Una situazione che costringe molti giovani soprattutto quelli con un profilo alto ad abbandonare la regione”. E a questo proposito Russo ha messo in fila, nella sua dettagliata relazione, i numeri di quello che ha definito “un quadro drammatico in cui versa la regione”.

Ma il senso vero dell’appuntamento della Cisl, ha tenuto a precisare Russo “resta quello di concordare una strategia comune per far uscire la Calabria dal cono d’ombra in cui è precipitata”. Da qui la presenza attiva al workshop di Natale Mazzuca (presidente di Unindustria Calabria) e Klaus Algieri (presidente di Unioncamere Calabria) ma anche dello stesso governatore della Calabria Mario Oliverio che sono intervenuti nel dibattito. “Serve uno sforzo per la costruzione di una alleanza – ha detto a questo proposito Russo, citando il segretario generale aggiunto Gigi Sbarra che ha concluso i lavori - che punti alla crescita sociale ed economica del territorio. Istituzioni, sindacato e associazioni datoriali dentro lo stesso perimetro di progettazione”. “Occorre lavorare insieme – ha precisato - per rompere il muro invalicabile della rassegnazione che sembra essersi inesorabilmente impadronito di tutti e di tutto”. Per Russo la chiave per “creare lavoro vero e sviluppo” resta quello del rilancio degli investimenti finalizzati “a potenziare le infrastrutture che rappresentano le precondizioni per generare economia sul territorio”. Elencando le misure da prevedere per il rilancio socio-economico della Calabria (dal Piano regionale per il lavoro agli interventi sul Porto di Gioia Tauro) il leader regionale della Cisl è tornato sul tema degli investimenti infrastrutturali. “Molti progetti ci sono e sono finanziati – afferma – ma sono fermi per diverse responsabilità. Noi chiediamo che si intervenga rapidamente per far ripartire proprio quei cantieri”. Ma in generale, secondo il segretario generale “occorre fare di più. Ne siamo pienamente consapevoli”.

E per questo Russo ha offerto la piena disponibilità del sindacato. “La Cisl è qui – ha detto -. Per dare futuro al lavoro. Perché se ci allontaniamo dalle altre ‘periferie’ di Europa ci sono cause, sicuramente cause esogene, per la contrazione degli investimenti e per politiche macro-economiche poco favorevoli, ma ci sono anche cause endogene, legate soprattutto alle inefficienze ed ai ritardi che da troppo tempo contraddistinguono la nostra capacità di realizzazione degli investimenti e la qualità della spesa”. “Consapevoli delle tante ombre – ha concluso Russo - ripartiamo dalle luci, dalle buone prassi, dai nostri punti di forza, dal capitale umano, dai nostri giovani costretti ad abbondare la propria terra, costruendo percorsi di crescita sociale e sviluppo economico ed occupazionale per il presente ed il futuro”.

L'intervento di Oliverio al convegno della Cisl: ''Occorre una forte alleanza per contare di più”

“Dalla riunione del Consiglio dei Ministri a Gioia Tauro mi aspetto, innanzitutto, che non diventi una parata propagandistica”. Questa la risposta del presidente della Regione, Mario Oliverio, al caporedattore del TGR Calabria, Luca Ponzi, che questa mattina ha coordinato i lavori del Convegno promosso dalla Cisl calabrese presso un noto albergo di Lamezia Terme sul tema: “Le politiche per il lavoro, gli investimenti per la crescita, le infrastrutture per lo sviluppo. Il nostro progetto per la Calabria” “Mi aspetto -ha proseguito Oliverio- che il Presidente del Consiglio Conte sani la recente ferita inferta al Mezzogiorno e alla Calabria, che è quella che è stata prodotta dieci giorni fa quando l’Italia ha sottoscritto l’accordo sulla Via della Seta con la Cina, tagliando fuori la portualità del Sud e Gioia Tauro. Quell’accordo ripropone, ancora una volta, la volontà di marginalizzare il Mezzogiorno. Come si fa, in un “memorandum” di quella portata, a non includere la più grande struttura portuale del Mediterraneo come il porto di Gioia Tauro, che rappresenta la proiezione dell’Europa e del Paese sul Mediterraneo. Aver compiuto tale scelta indica miopia e poca lungimiranza”. A questo punto il presidente Oliverio ha rincarato la dose.

“Nelle politiche ordinarie -ha detto- il Mezzogiorno continua ad essere fortemente penalizzato. C’è una legge, proposta due anni fa dal ministro De Vincenti, che prevede che il 34% delle risorse del Paese sia destinato al Sud e che ancora rimane inapplicata. Anche le timide inversioni di trend registrate nel corso degli ultimi anni rischiano di involvere, perché una serie di strumenti come il Credito d’imposta e il sostegno alle imprese sono state lasciate a totale carico delle Regioni. Non possiamo più accettare che il Mezzogiorno ritorni in una condizione di soggetto assistito e, quindi, destinato lentamente a morire. Su questi temi dovremmo confrontarci e non già sul tentativo di inserire motivi di disarticolazione del Paese, attraverso quella che viene definita dai più come la cosiddetta “secessione dei ricchi”. In questo quadro le infrastrutture hanno un ruolo strategico e noi abbiamo investito molto in questa direzione. Abbiamo investito molto sull’ammodernamento e sull’elettrificazione della ferrovia jonica, sulla viabilità (Terzo Megalotto SS.106 Sibari-Roseto Capo Spulico, Sibari-Crotone, Trasversale delle Serre, ecc.), sui collegamenti del sistema aeroportuale (abbiamo costituito la società unica di gestione, rafforzato i collegamenti da Lamezia con il resto d’Europa che fino al 2014 erano solo 8 ed oggi sono diventati 49, stiamo facendo ripartire gli aeroporti di Reggio Calabria e Crotone).

Su Gioia Tauro chiediamo che il governo sblocchi celermente i finanziamenti già allocati nell’accordo di Programma Quadro che abbiamo sottoscritto per Gioia Tauro (150 milioni di euro) che servono a completare tutte le infrastrutture per adeguare e completare il porto. La Zes è diventata finalmente realtà con il recente insediamento del Comitato d’indirizzo. Fui proprio io, e lo rivendico con orgoglio, a portare la proposta di legge all’allora Presidente del Consiglio dei Ministri. Abbiamo investito per la messa in sicurezza delle scuole calabresi, abbiamo sbloccato opere incompiute rimaste ferme per anni, abbiamo utilizzato al massimo le risorse europee in questa direzione. Sin dal nostro insediamento ci siamo battuti per contrattualizzare 4600 lavoratori precari. Una scelta che abbiamo compiuto con nettezza e determinazione e che vogliamo portare fino in fondo, arrivando anche ad approvare un’apposita legge per storicizzare le risorse (39 milioni di euro) che da cinque anni abbiamo allocato nel bilancio regionale come quota-parte della Regione per la stabilizzazione di questi lavoratori che rendono un servizio insostituibile a centinaia di comuni calabresi, supplendo alla carenza di organici e rendendo servizi importantissimi. A tal proposito, sin da ora, colgo l’occasione, e lo avrei fatto se il Sottosegretario al Lavoro oggi fosse stato presente a questo convegno, per invitare il governo a pensare da subito ad allocare le risorse restanti necessarie per garantire, dal mese di ottobre in poi, la copertura totale dell’apposita voce in bilancio, così come è avvenuto negli anni precedenti”.

“La portata dei problemi che vive la nostra regione -ha concluso Oliverio- ha bisogno di una forte alleanza tra il mondo del lavoro, il mondo dell’impresa e le istituzioni, a prescindere dalle colorazioni e dalle appartenenze politiche. Solo attraverso un patto forte è possibile pesare di più, avere più ascolto da parte del governo centrale e incidere meglio sulla soluzione dei problemi. Insieme è possibile affrontare e risolvere, anche in Calabria, i problemi più gravosi che per tanto tempo hanno bloccato ogni tipo di crescita e di sviluppo della nostra terra”.

 

Segui il Lametino
Le notizie di Lamezia e della Calabria, dove preferisci tu.