
Cosenza - Treni lepre e treni lumaca. L’Italia viaggia a due velocità. Nel Mezzogiorno, assenza di investimenti e tagli hanno determinato un grave calo della mobilità. Sono state colpite le fasce sociali più deboli, mentre sono aumentati i disagi soprattutto per i pendolari. Nel rapporto Pendolaria 2014 curato da Legambiente emerge che in regioni, come la Sicilia, dove si sono registrati solo tagli senza alcun treno nuovo c’è stato un crollo del numero dei pendolari. Ma dove gli investimenti sono stati piuttosto elevati, come in Alto Adige, Toscana e Puglia, il numero dei passeggeri è cresciuto. In Calabria c’è stato un calo del 16%. Sempre in Calabria, oltre ai tagli e ad un sistema disastrato da ritardi e da disservizi, c’è stato un aumento del 20% del costo dei biglietti. Si tratta dell’aumento più consistente che si sia verificato in Italia, paradossalmente in presenza di servizi sempre meno efficienti, di treni carenti sia quantitativamente, sia qualitativamente. Il deputato Franco Bordo di Sel è il primo firmatario di una risoluzione che espone tutta una serie di altri dati sulle disfunzioni e sulle contraddizioni del sistema dei trasporti, alla luce del rapporto di Legambiente. La risoluzione, tra l’altro, impegna il governo ad allineare il sistema interno e ad adeguarlo agli standard qualitativi europei attraverso lo stanziamento di maggiori risorse. (lmp)
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