
Sibari - Il settore risicolo italiano va tutelato. Non tutti sanno che tra le regioni produttrici di riso c’è la Calabria con le coltivazioni della Piana di Sibari. Diverse mozioni sono state presentate, ieri alla Camera, da numerosi deputati di diversi gruppi. Si tratta di iniziative mirate a salvaguardare il comparto, anche in sede europea, a fronte della importazione di riso dalla Cambogia. L’Italia è il primo produttore europeo di riso con il 50 per cento del totale dell'Unione europea. Nel primo trimestre del 2014 si è registrato un aumento record del 360 per cento delle importazioni da Paesi meno avanzati in tutta l'Unione europea. Sono state evidenti le ricadute negative in primis per i produttori italiani, in particolar modo per i coltivatori locali, compresi quelli calabresi, che non riescono a conformare i propri prezzi di vendita a quelli importati, alla luce dei costi di produzione da sostenere, certamente superiori rispetto a quelli sostenuti dai Paesi meno avanzati.
Ci sono conseguenze di lungo periodo anche per i consumatori: si stanno intensificando le segnalazioni giunte al Sistema rapido di allerta per gli alimenti e i mangimi europeo (Rasff), che ha effettuato quasi una notifica a settimana per riso e prodotti derivati di provenienza asiatica per la presenza di principi attivi non autorizzati e assenza di certificazioni sanitarie. Molto diffusa è la cosiddetta pratica della «triangolazione», in base alla quale il riso che giunge a dazio zero dalla Cambogia non è di origine cambogiana, ma viene prodotto in altri Paesi asiatici, per poi essere importato in Cambogia ed esportato nuovamente verso l'Unione europea, beneficiando di trattamento privilegiato. In tal modo, si concretizza un utilizzo illegittimo del beneficio accordato dall'Unione europea al riso cambogiano, poiché alcuni operatori cambogiani del settore non rispettano le regole d'origine, mescolando il riso con altre qualità prodotte in Paesi limitrofi. Le mozioni presentate mirano ad impegnare il Governo ad intervenire presso la Commissione europea per sollecitare l’adozione delle clausole di salvaguardia verso un prodotto che è tra i più redditivi dell’economia italiana e tra i più significativi della economia calabrese. (lmp)
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