
Milano - E' prevista per questa sera alle 20 a Milano una fiaccolata organizzata da Libera per ricordare la figura di Lea Garofalo, la testimone di giustizia uccisa sei anni fa, il cui anniversario della morte cade nella giornata di oggi. L'iniziativa va sotto il titolo "Vedo, sento, parlo. Difendiamo il bene comune". "Lea è stata risucchiata in una famiglia mafiosa, ma poi ha avuto la forza di reagire, perché la violenza non è soltanto quella delle armi, ma è anche quella del perbenismo, della delega, dell'indifferenza. Lea Garofalo ci ha insegnato che la mafia non è un destino. Lea non ha vissuto solo per se stessa ma ha donato parte della sua vita agli altri, Lea non è morta Lea vive, c'è lei in questo Paese che resiste e che si impegna. Un grande abbraccio a Denise da tutte e tutti noi", si legge sul profilo Facebook di Libera.
Testimoni giustizia: Associazione, nuova Pdl sia a nome Lea
In occasione del VI anniversario del barbaro assassinio di Lea Garofalo, l'Associazione Nazionale Testimoni di Giustizia vuole ricordare "la figura di questa donna, morta per la sua fedeltà all'amore per la figlia Denise". "La vogliamo ricordare - spiega il presidente dell'Associazione, Ignazio Cutrò - nel modo che pensiamo possa farle piacere, accogliendo l'invito della Commissione Parlamentare Antimafia a partecipare, con un nostro documento, al dibattito sul disegno di legge di modifica della legge 45/2001 elaborata dal V comitato di inchiesta sui testimoni presieduto dal deputato Davide Mattiello". "Non abbiamo conosciuto Lea Garofalo - prosegue il presidente dell'Associazione Cutrò - ma desideriamo partecipare a mantenere vita la sua memoria e lo facciamo nel modo che ci è sembrato più consono, con i nostri limiti, le nostre fragilità, offrendo al Governo ed al Parlamento una serie di proposte di riforma che idealmente pensiamo anche Lea avrebbe sottoscritto insieme a noi. Una nuova legge sui testimoni di giustizia che l'Associazione Nazionale Testimoni di Giustizia chiede sia, d'ora in avanti, ricordata come la legge Lea Garofalo. Per non dimenticare, per non ucciderla una seconda volta".
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