Legge elettorale, la brutta figura della Calabria

Scritto da  Pubblicato in Filippo Veltri

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Al Ministero delle Regioni non hanno dovuto pensarci molto per bocciare la legge elettorale varata dal Consiglio regionale della Calabria. Ci hanno impiegato una manciata di secondi tanto erano volgari, grossolane e anche fuori dal mondo quelle che i consiglieri calabresi che hanno votato quella legge pensavano fossero norme. No: si tratta, in verita’, di vere e proprie provocazioni incostituzionali contenute nel testo varato dal Consiglio regionale, presente la sola maggioranza di centro destra, presieduto dal presidente Francesco Talarico. Ora accadra’ quanto segue: al prossimo Consiglio dei Ministri verrà presentata dal Ministero delle Regioni, cioe’ dalla Lanzetta, la proposta di impugnare davanti alla Consulta quella legge regionale. Si aspetta anche il parere del Ministero dell’Interno, ma non ci sono dubbi che anche dal Viminale partira’ un siluro contro quella che il Corriere della Sera ha definito una “porcheria repellente” che fa impallidire tutti i precedenti. Siamo, dunque, difronte all’ennesima brutta figura calabrese, per una regione che sembra perseguire l’abbattimento della propria immagine con un’ingordigia priva di qualsiasi barriera. Bisogna prenderne atto: a farci male siamo i più bravi.

Al Ministero della Lanzetta, dove c’è uno staff asettico che ragiona solo con documenti e leggi senza farsi influenzare da alcuna emozione, si sarebbero messe le mani ai capelli. Alla fine – informa il sempre bene informato Aldo Varano - pare abbiano deciso di limitarsi agli aspetti più macroscopici di questa brutta pagina di furbizia: il vertiginoso sbarramento al 15 per le coalizioni e l’imbroglio dei consiglieri supplenti, escogitato per aggirare la legge che fissa a 30 i seggi del Consiglio della Calabria facendoli lievitare per chi vince attraverso un indecente gioco di promozioni ad assessore per consentire il recupero di trombati di rilievo. Una vergogna sulla pelle della Calabria. L'impugnazione della legge non provocherebbe comunque la sospensione del voto che potrebbe svolgersi tra ottobre e novembre insieme a quello obbligatoriamente previsto per il Comune di Reggio.

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