Il senno di prima, il senno di poi e…l’Italia immobile

Scritto da  Pubblicato in Pino Gullà

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Abbiamo letto con soddisfazione che il nuovo Vescovo di Roma, appunto Papa Francesco, si sta occupando di corruzione così come aveva fatto in  Argentina. E’ stato presentato un suo libro, Guarire dalla corruzione, già pubblicato a Buenos Aires nel 2005 (quando era arcivescovo) e oggi tradotto in italiano dalla casa editrice EMI. Lottare contro la corruzione è per Papa Francesco lottare contro le radici della crisi dell’Occidente. Ci auguriamo che riesca a curare lo spirito dei fedeli con l’aiuto dello Spirito Santo. Sicuri dell’impegno di Jorge Mario Bergoglio, lasciamo le tematiche dei precedenti blog sulla corruzione per dedicarci ad altro: alla politica. I partiti così come sono usciti dalle urne non riescono a comprendersi e a prendere decisioni condivise. Si susseguono le dichiarazioni, ma senza dialogo. E’ un parlare tra sordi. Eppure la comunicazione, della carta stampata, televisiva e via web, era stata protagonista durante la campagna elettorale e ancora oggi detta i tempi. L’incontro tra PD e Movimento Cinque Stelle è stato trasmesso per la prima volta in streaming. Però hanno mandato in onda una non comunicazione. Sembrava che Bersani e Crimi discutessero a vuoto, senza ascolto reciproco. Una noia mortale. Nel frattempo i sondaggisti sono tornati davanti alle telecamere, magari con il senno di poi, pur avendo sbagliato le previsioni. Non solo, sono caduti nell’errore anche gli altri appartenenti alla politica mediatica: analisti, giornalisti, esperti e naturalmente politici. Tutti avevano previsto un risultato elettorale del M5S tra il 14 e il 20%. Nessuno di loro ci ha azzeccato. Invece Marco Revelli, docente di Scienza della politica ha indovinato i risultati del voto al M5S, con il senno di prima. Si trovano stampati nel suo libro, Finale di partito, pubblicato a gennaio di quest’anno dalla Einaudi, con largo anticipo rispetto all’appuntamento elettorale.

Lo studioso, partendo dall’analisi del voto delle precedenti amministrative, ha scritto: “Con una proiezione molto rozza e discutibile [meno male!] si potrebbe in qualche modo valutare il peso elettorale dei 5 Stelle intorno al 25%... E fanno dei grillini un protagonista di primo piano nella politica nazionale (p. 12)”. Il professore aveva previsto tutto a quasi due mesi dalle elezioni, con il senno di prima. Nei salotti televisivi non era stato invitato. Forse gli anchorman di turno, quelli che fanno ascolti non avevano letto il libro. Hanno invitato gli altri: giornalisti, analisti, esperti, politologi e politici, quelli che con il senno di poi hanno spiegato e giustificato i risultati imprevisti. Il docente, nella sua indagine, parla della politica liquida di questi ultimi decenni. Ad un elettorato sostanzialmente immobile della Prima Repubblica con variazioni “di pochi punti percentuali” se n’è sostituito un altro della cosiddetta Seconda (a quando la Terza ?) che  ha creato fibrillazioni indirizzando i suffragi a nuovi partiti mediatici (Forza Italia), identitari (La Lega), personali (IDV Di Pietro…). Oggi, dopo il protagonismo di Napolitano e “l’effetto Monti”, di nuovo turbolenze degli elettori, condizionati dal mediatico diversificato. Sono le Tv pubbliche e private, le radio locali, i network e il web (soprattutto per le nuove generazioni acculturate). Hanno dato il voto ai rappresentanti del web, i 5 Stelle, che adesso siedono in Parlamento, da qualche tempo impantanato nelle sue funzioni a causa del disordine postelettorale che fino ad ora non si è trasformato  in ordine costituito, secondo quanto stabilisce la nostra  Costituzione. La situazione permane grave. Come ne usciremo?

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