Demoskopica: Calabria a basso rischio d'infiltrazione terroristica

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Roma - Vale 16 miliardi di euro il giro d’affari delle esportazioni italiane di armi nei Paesi islamici nell’ultimo triennio. Tra i materiali d’armamento anche oltre 200 mila agenti tossici, gas lacrimogeni e materiali radioattivi per un giro d’affari di 29 milioni di euro. Lombardia e Lazio si confermano le aree a maggior rischio di potenziale infiltrazione terroristica. è quanto emerge dal report “Italian Terrorism Infiltration Index 2018” dell’Istituto Demoskopika che invece segnala la Calabria come regione con un livello medio-basso di rischio potenziale di infiltrazione terroristica con 1,15 punti.

Intercettazioni: nell’ultimo anno picco storico per “scovare” i potenziali terroristi.

Dal 2005 al 2016, il numero dei bersagli, come vengono chiamate in gergo le utenze controllate, autorizzato dalle procure italiane per indagini relative a reati di terrorismo internazionale e interno è stato complessivamente pari a 10.885. Si intensifica in modo rilevante l’attività di “ascolto” che, nell’ultimo anno, fa registrare il picco nell’arco temporale analizzato. A livello territoriale, le sezioni terrorismo delle procure operanti nei distretti giudiziari di Lombardia, Lazio e Campania sono risultate le più attive autorizzando complessivamente il 60% del totale delle intercettazioni italiane. In coda la Calabria, con 76 utenze.

In Calabria tra le comunità di iracheni e afgani più numerose

Sono oltre 206 mila gli stranieri residenti in Italia provenienti da Iraq, Afghanistan, Nigeria, Siria e Pakistan, paesi considerati la top five del terrore dall’Institute for Economics and Peace (lep) nello studio “Global Terrorism Index 2017”. L’analisi per regione, evidenzia che le comunità di iracheni più numerose si sono insediate nel Lazio (797 individui), in Calabria (608 individui), in Puglia (470 individui) e in Trentino Alto Adige (414 individui). gli afghani, infine, hanno scelto come regioni prioritarie dove risiedere il Lazio (2.618 individui), la Calabria (1.063 individui) e la Puglia (1.015 individui).

Attacchi terroristici: 68 eventi in Italia dal 2005

Sono 68 gli attacchi terroristici avvenuti in Italia negli ultimi undici anni, inclusi nel Global Terrorism Database secondo tre criteri ben precisi: l’atto terroristico persegue un obiettivo politico, economico, religioso o sociale; al di là delle vittime dirette dell’attentato, gli autori dell’attacco devono avere l’obiettivo di raggiungere con il loro gesto una platea più ampia di destinatari dell’intimidazione; e, infine, l’azione deve essere classificabile al di fuori delle tradizionali attività di guerra.  

Dall’analisi dell’Istituto Demoskopika emerge che, a livello territoriale, la regione che ha subìto il maggior numero di attacchi terroristici nell’arco temporale considerato è stato il Lazio con 15 episodi pari ad oltre il 22,1% del totale, la Lombardia con 12 eventi (17,6%) e il Piemonte con 10 eventi (14,7%). Seguono l’Emilia Romagna con 6 episodi terroristici monitorati (8,8%),  la Toscana con 5 episodi (7,4%), Liguria con 4 episodi (5,9%), Calabria, Veneto e Marche con 3 episodi per ciascuna realtà territoriale (4,1%), Campania e Trentino Alto Adige con 2 eventi “a testa” (2,9%) e, infine Sardegna, Friuli Venezia Giulia e Umbria con un episodio rilevato dal Global Terrorism Database in ciascuna area (1,5%).

“Cultura controllata”: in Calabria 489mila visitatori nei musei italiani nel 2017

Sono stati oltre 59 milioni i visitatori dei musei e dei principali attrattori culturali italiani nel 2017. L’attacco terroristico ad un bene culturale produce alcuni benefici immediati per chi li commette. Da un lato, si colpisce l’identità culturale di un popolo distruggendo i simboli in cui si riconosce e, dall’altro, si ottengono migliaia di vittime in un “colpo solo”. In questa direzione, l’Italian Terrorism Infiltration Index 2018 analizza anche i dati relativi ai flussi di milioni di persone nei luoghi culturali italiani ritenuti sensibili ai fini della ricerca.  

A livello territoriale, in particolare, il flusso maggiore di visitatori ha subìto maggiormente il fascino dell’offerta culturale del Lazio che ha superato la soglia dei 23 milioni di visitatori, della Campania con poco meno di 9 milioni di visitatori e della Toscana con oltre 7 milioni di visitatori. A seguire, con una presenza rilevante di “fruitori” dell’offerta culturale, la Sicilia (5 milioni di visitatori), il Trentino Alto Adige (3,4 milioni di visitatori), il Piemonte (2,6 milioni di visitatori), la Lombardia (2,6 milioni di visitatori), il Friuli Venezia Giulia (1,4 milioni di visitatori), l’Emilia Romagna (1,1 milioni di visitatori) e il Veneto (1,1 milioni di visitatori). E, ancora, la Puglia (750 mila visitatori), la Sardegna (556 mila visitatori), la Valle d’Aosta (504 mila visitatori), le Marche (497 mila visitatori), la Calabria (489 mila visitatori), la Liguria (257 mila visitatori), la Basilicata (250 mila visitatori), l’Umbria (248 mila visitatori), l’Abruzzo (123 mila visitatori) e, infine, il Molise (79 mila visitatori).

Un livello di attenzione dell’offerta culturale – si legge nello studio di Demoskopika – sicuramente “condizionato” dalla presenza di attrattori culturali a forte impatto e, quindi, molto attenzionati dalle forze dell’ordine perché a rischio di attentati da parte di gruppi terroristici. Non è un caso, che nella top ten dei musei italiani siano presenti attrattori del Lazio con il Colosseo (7 milioni di visitatori) e Castel Sant’Angelo (1,2 milioni di visitatori), della Campania con il parco archeologico di Pompei (3,4 milioni di visitatori) e la Reggia di Caserta (839 mila visitatori).

E, ancora, sono ben tre i siti culturali toscani presenti tra i primi dieci secondo la graduatoria del ministero dei beni, delle attività culturali e del turismo: gli Uffizi (2,2 milioni di visitatori), la Galleria dell’Accademia di Firenze (1,6 milioni di visitatori), il Giardino di Boboli (1 milione di visitatori) e Palazzo Pitti (580 mila visitatori). E, infine, tra i luoghi culturali più visitati nel 2017 si collocano anche due attrattori piemontesi: la reggia di Venaria Reale (1 milione di visitatori) e il Museo Egizio di Torino (845 mila visitatori).