La precaria unità, autonomie differenziate e coesione nazionale

Scritto da  Pubblicato in Filippo Veltri

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  La via dell’autonomia è possibile solo se questo non significa secessione dei ricchi. L’autonomia può essere un passo in avanti per il nostro Paese, ma se questo significa ristrutturare il debito, ristrutturare la finanza del Paese, il ragionamento è viziato sin dall’inizio. Occorre infatti rivedere il rapporto tra Stato e Regioni, partendo dai temi relativi sia alla programmazione finanziaria e sia alla gestione della spesa corrente. Ci sono cifre importanti che il Prof. Francesco Russo, ordinario all’Università di Reggio Calabria e Vicepresidente della Giunta Regionale calabrese, cita ad esempio sul tema delle risorse comunitarie, la programmazione e la gestione dei fondi POR e PON: sui fondi europei, la Regione Calabria ha superato gli obiettivi di spesa, al 31 dicembre 2018, arrivando al 116% delle risorse programmate per il POR 14-20 mentre rispetto alle risorse PON 14-20, lo Stato (Ministero delle Infrastrutture) non ha speso nemmeno 1 euro dei circa 150 milioni di fondi europei che dovrebbero andare all’Area Logistica Integrata di Gioia Tauro.Dal 2015 a oggi l'Europa ha infatti dato risorse da destinare al Porto di Gioia Tauro, pari a 150 milioni e questi milioni, visto che è un porto internazionale, sono stata dati a Roma che li deve spendere. Invece delle risorse che Bruxelles ha dato a Roma non è stato speso nemmeno un euro, nemmeno convenzionale. A Gioia Tauro il premier Conte ha tenuto il Consiglio dei Ministri straordinario dedicato proprio alla Calabria e speriamo che arrivi una risposta concreta perché è particolarmente strano e non spiegabile quello che sta accadendo. Non è ammissibile. Il limite storico di Gioia Tauro sta infatti nella sua mancata diversificazione. Questi 150 milioni servono da una parte per rimettere in ripristino tutte le infrastrutture, tra cui alcune sono obsolete, e dall'altro per la diversificazione, come la banchina sud. Le risorse di Bruxelles sono, inoltre, addizionali rispetto alle risorse che Roma deve spendere su Gioia Tauro. Il paradosso è che non ci sono né le risorse ordinarie che Roma non mette per Gioia, né quelle addizionali. Siamo all'ultimo anno della programmazione, nel 2019, ed è incredibile che questo accada.

  Ma Gioia Tauro non è il solo caso a proposito di autonomia differenziata: prendiamo come esempio il consumo dell’energia elettrica. Posto 100 il consumo di energia elettrica in Calabria, 80 è la quantità prodotta sempre in Calabria da fonti rinnovabili mentre la produzione complessiva della Calabria è pari a 250. Per cui 150 vanno all’export regionale, senza produrre però alcun vantaggio diretto per i cittadini calabresi. Relativamente al tema della spesa nel rapporto Stato-Regioni, facendo un altro esempio, è poco chiaro come mai, nonostante lo studio di fattibilità per l’Alta Velocità ferroviaria Salerno – Reggio Calabria sia stato finanziato con fondi FSC e nonostante siano stati già nominati i 3 rappresentanti istituzionali (due dello Stato, Presidenza Consiglio e Ministero Infrastrutture, ed uno della Regione), non è stato mai convocato il tavolo per sviluppare lo studio.‘’Certamente – commenta il prof. Russo - molte responsabilità storiche ricadono sulle classi dirigenti meridionali e calabresi ma oggi la Calabria è pronta alla sfida dell’autonomia applicando l’art. 119 della Costituzione relativo al fondo perequativo, mai completamente applicato. Su questa base l’autonomia può essere verificata con premialità e con penalità, puntando all’efficienza e alla qualità. Il Sud del Paese, che è al centro del Mediterraneo, non deve più essere considerato come la frontiera meridionale dell’Europa ma per quello che è: area centrale e sempre più di riferimento dei commerci mondiali’’. Come a dire che non c’è un sud straccione e mendicante che chiede risorse aggiuntive ma che è pronto ad accettare le sfide a patto però che non continui la depredazione a tutto favore del nord. I patti siano chiari e soprattutto non si cambino le carte in tavola a partita avviata.

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