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Lamezia Terme - Seconda giornata della Festa regionale dell’Unità. Spazio importante nella prima parte della mattinata al dibattito sulla situazione politica cittadina. Presenti, esponenti del Pd, consiglieri comunali, responsabili dell’Associazionismo e di Movimenti civici. Fra gli interventi da segnalare, coordinati da Rosario Piccioni, quello di Francesco Carito, vicesegretario cittadino del Pd che non ha esitato ad attaccare l’Amministrazione comunale lametina.

“Ad oggi, in questi 11 anni - Carito ha incluso anche l’esperienza Mascaro - io faccio fatica a ricordare un'opera, un intervento, un qualcosa di simbolico di questo centrodestra a Lamezia. Ad oggi solo cantieri aperti, abbiamo perso fondi del Pnrr, mi ricordo non per ultimo quello che avrebbe dovuto collegare i due lungomari il ponte che avrebbe dovuto collegare i due lungomari. Ero molto attento a questo progetto, perché avrebbe fatto veramente la differenza, sarebbe stato di un'importanza fondamentale eppure abbiamo perso i fondi. Abbiamo i fondi Sara - ha aggiunto - per le case popolare di Savutano che sono bloccati dal 2014, cioè praticamente quasi 200 appartamenti. Nel frattempo litighiamo, e litigano con la prefettura, con Aterp per trovare gli alloggi per le famiglie rom che stanno smantellando. Sulla questione rom dall’Amministrazione Murone non sappiamo nulla. Non c'è un'interlocuzione con i cittadini, con i partiti, e siamo all'oscuro di tutto. Sembra che il sindaco è come se fosse assente. Una figura aleatoria in città, non ci dicono nulla. Ci sono altre opere ferme - ha detto altresì Carito - si fanno le foto con i progetti col caschetto, ma finisce lì”.

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Altro intervento, quello della consigliera comunale Lidia Vescio che si è soffermata soprattutto sulla questione rom e sulla “strumentalizzazione degli esponenti di Futuro nazionale. Guardate - ha sottolineato la Vescio - che dobbiamo stare attenti, perché non sono tanto le famiglie, rom, ci sono delle proteste anche da alcune famiglie che sono già residenti nei luoghi dove dovrebbero andare a vivere le famiglie rom, e loro stanno andando lì perché - riferendosi ai vannacciani - sono stati loro a creare la protesta. Nessuno di noi va con gli striscioni sotto casa a dire qua non vogliamo le famiglie rom. Siamo tutti bravi a parlare alla pancia delle persone, più difficile spiegare quello che si sta facendo, più difficile capire questi 28 milioni a cosa servono. Più difficile comprendere quello che stanno facendo le associazioni per l'inclusione di queste persone, questo non lo dicono. Questo non lo spiegano perché a loro interessa soltanto fare propaganda elettorale”. Altri contributi sono arrivati da Annamaria Lucchino, Italo Reale, Vincenzo Cristiano, Vittoria Paola. Fari puntanti anche sul Bilancio comunale, sul disavanzo e sul Piano di riequilibro.

A.C.

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