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Roma - Il governo, poco prima dello scoppio della pandemia, "aveva presentato un Piano per il Sud fino al 2030" che è "ancora attuale e per certi versi ancora di più per investimenti programmati e metodo promosso, con molte risorse già attivate e che si affiancano al Recovery Fund". Lo ha sottolineato il ministro per il Sud e la Coesione territoriale, Giuseppe Provenzano, nel corso di un'audizione nelle commissioni riunite Politiche Ue e Bilancio del Senato sulle Proposta di Linee guida per la definizione del Piano nazionale di ripresa e resilienza nell'ambito del Recovery fund. "Il piano Sud 2030, il nuovo accordo di partenariato e il Piano nazionale di ripresa e resilienza hanno obiettivi programmatici comuni e coerenti", ha aggiunto Provenzano. 

"Sul piano sociale le ricadute rischiano di essere maggiori nelle aree meno sviluppate del Mezzogiorno, soprattutto in termini di occupazione. Noi rischiamo di arrivare a fine anno, lo dice la Svimez, con circa 600-800mila posti di lavoro in meno". Lo ha detto il ministro per il Sud e la Coesione territoriale, Giuseppe Provenzano, nel corso di un'audizione nelle commissioni riunite Politiche Ue e Bilancio del Senato sulle Proposta di Linee guida per la definizione del Piano nazionale di ripresa e resilienza nell'ambito del Recovery fund.

"Sulla base delle ultime interlocuzione con la Commissione Ue, a fronte di una quota nella nostra parte italiana del Recovery Plan di circa 65 quasi 70 miliardi di aiuti, avremo complessivamente una quota di 43 miliardi di fondi strutturali europei per il ciclo 2021-2027. A questi 43 vanno aggiunti il cofinanziamento regionale e nazionale che, se fosse parametrato sulla base del ciclo precedente, attiverebbe una quota di risorse per programmi operativi nazionali e regionali un totale a 80 miliardi di risorse fresche. Queste risorse riguardano in particolare per i fondi strutturali soprattutto le aree meno sviluppate: di questi 80 miliardi circa 52 miliardi sarebbero destinati secondo il riparto attuale al Mezzogiorno. L'insieme delle risorse attivabile aggiuntive rispetto a quelle ordinarie dello Stato sia per tutto il Paese che per il Mezzogiorno raggiunge quote mai realizzate" Così il ministro per il Sud Giuseppe Provenzano in audizione al Senato. "Per il ciclo di programmazione 2021-2027 avremo l'1,5% di Pil in più per il Sud, considerando anche il Recovery Plan", ha aggiunto.

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