
Maida - Galdino Dario Amantea, capogruppo d'opposizione a Maida per "Costruiamo il Futuro", interviene dopo l'apertura di un'indagine che vede coinvolto anche il sindaco Salvatore Paone. "L'avviso di garanzia ricevuto dal sindaco - sostiene - è un fatto inquietante. L'accusa che gli viene contestata, falso in atto pubbico, è un'accusa grave. A difesa del sindaco, contrariamente a quanto faceva lui quando era all'opposizione che cavalcava e strumentalizzava ogni situazione, siamo garantisti e dobbiamo ribadire che un avviso di garanzia non è né una condanna né un processo, nessuno è colpevole fino a quando non c'è una sentenza passata in giudicato. L'informativa di garanzia (detta comunemente avviso) è una notifica da parte degli organi inquirenti all'interessato che hanno riscontrato delle ipotesi di reato, informandolo che è sottoposto ad indagini".
"Detto questo - aggiunge - però è giusto chiarire anche degli aspetti ad alcuni supporter del sindaco che hanno già emesso sentenze assolutorie, ed a taluni altri che, seppur professandosi di sinistra, addirittura, pur di prendere comunque le difese del sindaco, invocano l'argomento principe utilizzato da Berlusconi quando era indagato o processato: golpe giudiziario. Gli aspetti da chiarire riguardano l'erronea esclusiva identificazione, da parte di alcuni, del capo di accusa con la richiesta dello stato di calamità. Bisogna specificare che l'accusa potrebbe riguardare non solo la richiesta della stato di calamità, ma potrebbe riguardare anche il contenuto dell'atto pubblico emanato. Nella richiesta dello stato di calamità bisogna vedere il numero degli interventi richiesti, la natura descritta, l'entita dei danni dichiarata, la veridicità dei danni descritti ecc., potrebbe riguardare quindi uno o più elementi per il quale "il pubblico ufficiale, nell'esercizio delle sue funzioni, contribuisce a formare, in tutto o in parte, un atto falso o altera un atto vero".
"Allo stato attuale - prosegue - si può solamente affermare che c'è un'inchiesta in corso e che sono state riscontrate da parte della magistratura inquirente delle ipotesi di reato, non si può da parte di nessuno tirare alcuna conclusione. Sarà la stessa magistratura a fare piena luce, si spera in tempi rapidi. Per quanto riguarda invece l'attivita amministrativa questa si commenta da sola. La certificazione del fallimento di questa attività è dichiarata, non dall'opposizione, ma dallo stesso Presidente del Consiglio Comunale Brescia, nella lettera con la quale ha motivato l'uscita dalla maggioranza. Anche il Presidente del Consiglio, dopo l'ex Vicesindaco, ha constatato la nullità dell'azione Amministrativa ed ha parlato dei principi di legalità, correttezza e trasparenza. Nel giro di pochi giorni la tanto declamata unità della maggioranza ha perso le due figure più importanti in seno al Consiglio Comunale, dopo quella del Sindaco: il Vicesindaco ed il Presidente del Consiglio Comunale. Oltretutto stiamo parlando dei due consiglieri più votati della maggioranza che insieme hanno raccolto oltre un terzo dei voti della lista Libertà e Partecipazione. Il fallimento del progetto di Libertà e Partecipazione e dell'azione amministrativa è nei fatti ed il Sindaco non può ignorarlo".
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