
Catanzaro - La federazione provinciale del Partito Democratico di Catanzaro è impegnata in un'azione di rilancio e riorganizzazione nelle varie realtà del territorio, dopo una lunga fase di stallo dovuta alle drammatiche vicende causate dal Covid-19. Proprio nei giorni scorsi, infatti, a Catanzaro si è svolto il congresso del circolo "Enzo Lauria" con l'elezione del direttivo e del segretario, Marco Rotella. Dopo la pausa estiva, si terrà, il congresso cittadino di Catanzaro per l'elezione degli organismi dirigenti. Il 20 e il 21 Settembre si terranno le elezioni amministrative in tanti comuni della provincia, dove il partito è già al lavoro per la predisposizione di liste civiche e di progresso insieme alle altre forze del centrosinistra e a movimenti e associazioni che hanno voglia di incidere nella propria comunità.
“Il partito - si legge in una nota - è schierato a sostegno dei propri sindaci uscenti che, sulla base della buona azione amministrativa improntata a dinamismo e concretezza, hanno deciso di riproporre la propria candidatura per un impegno che diventa sempre più gravoso per le difficoltà generali che si avvertono sempre di più”. A fonte di questi impegni, il segretario provinciale, Gianluca Cuda, come stabilito dallo statuto, ha deciso di nominare la nuova segreteria provinciale che risulta così composta: Davide Zicchinella, Francesco Severino, Emanuela Neri, Anita Vitale, Domenico Giampà, Elisabeth Sacco, Egidio Primavera, Salvatore Paone, Armando Motta, Pino Tomasello, Tonino Benincasa e Aquila Villella. Nei prossimi giorni saranno comunicati, anche, gli incarichi e le responsabilità che verranno assegnate a ogni componente del nuovo organismo.
“La situazione economica e sociale del Paese e, in particolare, della Calabria - continua la nota - è tale che richiede un impegno straordinario di tutte le forze in campo e, soprattutto del PD, per superare al meglio la complicata congiuntura economica e sociale”. La federazione provinciale del PD, pertanto, rivolge “un forte appello ai propri iscritti e militanti unitamente ai rappresentanti istituzionali a operare in tutte le sedi ai vari livelli, per portare avanti tutte le istanze necessarie che provengono dai territori per ridare fiducia e un forte sentimento di riscatto in un momento così gravido di problemi, a partire da coloro che sono stati fortemente penalizzati nel corso di questi mesi drammatici e per riportare la serenità in tutte le comunità. Con la designazione della Segreteria provinciale si colma un vuoto politico di rappresentanza. Con tale organismo il Pd vuole imprimere una azione ancora più vicina ai territori e alle comunità della provincia di Catanzaro per dare sostegno alle moltitudini che oltre al rischio della pandemia hanno visto ridursi il proprio potere d'acquisto e la propria capacità di costruire un futuro degno per sé stessi e le proprie famiglie”.
REAZIONI
Consigliere regionale Libero Notarangelo: “Un blitz ferragostano. A Cuda chiede di aprire un confronto"
“C’erano una volta, e ci sono ancora, mirabili blitz ferragostani capaci di licenziare pratiche tanto care agli amministratori di turno, quanto scomode perché inopportune, e quindi approvate nottetempo proprio per non destare sospetti e reazioni. Un modus operandi che a quanto pare il segretario provinciale del Partito democratico di Catanzaro, Gianluca Cuda, ha appreso con grande maestria visto che stamattina, spulciando i principali giornali on line, leggo con grande meraviglia i nomi dei componenti della sua segreteria”. E’ quanto afferma il consigliere regionale del Partito democratico, Libero Notarangelo. “Evidentemente, dopo aver atteso anni nell’individuare i membri del suo esecutivo – nomi sia chiaro sui quali non entro nel merito – ha deciso di sfruttare l’effetto sorpresa sotto l’ombrellone: del varo della segreteria provinciale in questa composizione non ero a conoscenza. Se davvero vogliamo far crescere il Pd in questa provincia – sostiene ancora Notarangelo -, seguendo un percorso poggiato su solide basi democratiche e partecipative, penso che non siamo partiti con il piede giusto. E credo che i rappresentanti istituzionali non possano essere ‘considerati’ ad intermittenza e magari solo per essere ‘crocifissi in sala mensa’. Al segretario provinciale Cuda chiedo di aprire un confronto schietto e aperto in seno al Partito, a partire dalla composizione della segreteria – conclude Notarangelo -. La parola che ci viene subito in mente pensando ad una ripartenza del Partito che non sia ‘falsa’ è solo una: “collegialità”. Non basta, ma sarebbe già qualcosa”.
Tino Paone: "Modo di formare la segreteria di partito appartiene agli anni '50"
"Ho letto la nota della direzione provinciale del PD che è ancora il mio partito. Mi sono chiesto - scrive Tino Paone iscritto al PD già sindaco di Maida - idata la mia collocazione temporale nella terza età, se continuo a vivere sulla Terra o su qualche pianeta sconosciuto dove si inizia a sperimentare o a mettere sempre il punto e accapo. Il modo di formare la segreteria di partito appartiene agli anni '50 in tempi in cui c'era il bisogno non solo di formare le classi dirigenti ma soprattutto di costruire attraverso il Partito il consenso e un ponte tra il popolo e le Istituzioni. Da allora ne è passato del tempo e abbiamo purtroppo assistito alla decadenza della politica e con essa la liquefazione di quasi tutti i partiti. Il PD sta resistendo più per inerzia che per capacità dei Segretari, da quello nazionale a quello di sezione. Lo so per esperienza personale, avendo fatto, tanti anni fa, il segretario regionale di D.P e poi dei Verdi quanto sia difficile organizzare ed essere credibili. Oggi però i tempi della politica sono supersonici e se non dai risposte immediate,ti ritrovi ad inseguire o ad annaspare!Parlo della mia provincia ma il concetto è estensibile in tutte le altra realtà.Il PD,inteso come partito non esiste perché non esistono le sezioni e quindi non esiste il confronto e il dialogo. La mia non vuole essere una critica verso i compagni o amici che sono chiamati in segreteria ma al "statimodus operandi". Chi rappresenta chi. I sindaci dovrebbero occuparsi dei loro comuni non occupare spazi che dovrebbero interessare i giovani che hanno voglia di cambiare. In una società dove i valori stanno scomparendo e dove è già difficile distinguere le persone democratiche da quelle reazionarie, tenere in vita un Partito, a mio avviso, significa creare spazi di partecipazione, di dibattito quotidiano, in poche parole stare con quelli che hanno qualche problema per sopravvivere, con quelli che hanno le idee confuse dal consumismo e dal sovranismo, con quelli che vorrebbero ancora dire la propria ma sono sopraffatti dai social. Ecco Gianluca, questo avrei voluto che tu cominciassi a fare. Tornare al passato che non giova più a nessuno, è come chiudere gli occhi e fantasticare. Non credo che desideravi questo".
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