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Lamezia Terme - "Non sono manovrata, sono una persona di questa terra al servizio della collettività che ci mette la faccia. In Calabria c'è una popolazione depressa che ha perso la speranza. Io ho accettato la sfida per cambiare la regione e in tanti mi hanno telefonato, messaggiato, inviato mail per dire che ho acceso in loro una speranza". Si presenta così, davanti ai cronisti, la 66enne ricercatrice lametina, Amalia Bruni candidata per il centrosinistra alla presidenza della Regione Calabria, pronta a sfidare il centrodestra di Roberto Occhiuto e lanciando un segnale anche a Luigi De Magistris: "Invito lui a venire con noi". In un albergo della costa lametina, sulla Statale 18 nel comune di Gizzeria, insieme ad Amalia Bruni, anche i vertici del Pd, a partire da Stefano Graziano e Francesco Boccia e poi tutti i rappresentati dei partiti che sostengono la Bruni. Dagli Animalisti, al Centro democratico, alle donne del Pd, fino al movimento Io resto in Calabria, i Cinquestelle, i Repubblicani europei, Art. 1 ed Europa Verdi-Verdi. Sottoposta al fuoco di fila delle domande, la Bruni non ha esitato a "rassicurare" quanti vedono nella sua candidatura una "trovata" per sanare le difficoltà all'interno di un centrosinistra che stentava ad individuare una figura "spendibile" dopo le defaillance di Irto e della Ventura.

"Io - ha esordito - sono la candidata di una larghissima coalizione di centrosinistra. Questa situazione la voglio assolutamente precisare perché è vero che il Pd e il M5S sono stati i partiti che hanno acceso questa miccia, i partiti che mi hanno contattato, ma è anche vero che io ho chiesto, in maniera molto precisa, che si mettesse in piedi questa coalizione perché i bisogni della Calabria sono talmente enormi che non ce la si può fare da soli, è una mission impossibile, bisogna essere in tanti, in tantissimi, soprattutto per fronteggiare l'armamentario imponente del centrodestra. E' evidente che questo sforzo deve appartenere a tutte le forze che vogliono il cambiamento in Calabria. Ringrazio Boccia, Graziano, Misiti, il Movimento 5 Stelle, tutti coloro che si sono dati da fare per questo, e non era scontato. Non ho parlato con Letta, ma tutto quello che è stato fatto è stato fatto a nome di Letta e a nome di Conte così come a nome del ministro della Salute Speranza. Diciamo che c'è un pienissimo appoggio e grande sintonia da parte del Governo e questo ci aiuta ad avere un argomentare con le istituzioni, perché ritengo che i cambiamenti vanno agiti dal di dentro. Se continuiamo a protestare da fuori rischiamo di non arrivare ad avere degli obiettivi. Io l'ho vissuto nella mia esperienza: se alcuni pensieri operativi non passano attraverso il tavolo di concertazione Stato-Regioni non verranno realizzati. Ci sono tutta una serie di passaggi, tutti step che vanno portati all'interno delle istituzioni. Questa consapevolezza mi hanno spinto ad accettare una sfida che molti pensano essere abbastanza difficile per un medico, una che ha fatto ricerca".

Basta col commissariamento della sanità

"Noi vogliamo togliere il commissariamento della sanità, mi spenderò per questo, anche perché con il Pnrr e quindi con una riorganizzazione dei servizi territoriali e di medicina territoriale abbiamo una fase talmente nuova e un'occasione talmente grossa che non possiamo permetterci più di giocare. I leader nazionali ancora non hanno presi degli impegni precisi, perché non c'è stata interlocuzione diretta, ma è evidente che questa cosa potrà essere agita nel momento in cui io assumo un ruolo di presidenza. Io ho rapporti istituzionali che possono aiutarci ad uscire da tutta una serie di pastoie, e molti arrivano qui se hanno di fronte persone che hanno una credibilità. Quindi io sto mettendo la mia faccia al servizio della collettività calabrese. Finora ho assistito oltre 13.500 pazienti e famiglie, adesso voglio assistere 1,9 milioni di calabresi. Il passaggio non è diverso: aumenta il numero, devi aumentare le squadre, le capacità, ma il metodo per risolvere i problemi è un metodo scientifico, quindi chi dice che un medico, un ricercatore non è in grado di mettere in opera una serie di metodologia dice il falso".

Il Pd è compatto

"Il Pd che mi riguarda è più che compatto. Dopo di che, c'è sicuramente una fase di rinnovamento di questo partito che non mi appartiene, perché io sono assolutamente una forza civica che si è messa a disposizione e al servizio di questa grandissima coalizione di centrosinistra, per cui quello che è stato non mi riguarda, andiamo avanti".

Riaccendere la speranza

"Il problema delle liste è un problema reale, perché le idee camminano sulle gambe degli uomini, ed è evidente che mi aspetto che la popolazione calabrese, tutti i movimenti entrino in gioco nel sostegno alla nostra idea. Lo dico perché sono convinta che se riusciamo ad riaccendere un po' la fiammella della fiducia, qualcosa forse riusciamo a ottenere, anzi molto più di qualcosa. Il vento sta cambiando. Tanta gente mi ha scritto, mi scrive dicendo che finalmente "vado a fare la tessera elettorale che non facevo da 10 anni, finalmente mi hai riacceso il sogno e restituito dignità". Queste parole sono fondamentali e sono solo pochissime rispetto a una moltitudine che so condividere questo percorso.

Su De Magistris

"De Magistris mi ha rivolto un invito? Io ribalto l'invito e faccio altrettanto un invito a lui e alla sua coalizione a venire con noi, perché le forze si mettono insieme, la battaglia del centrosinistra comincia da qui. A De Magistris dico che questa è un'occasione, perché il rischio di frantumazione certo non fa bene a noi, ma a lui molto di più".

Intesa con Tansi

"Con Tansi c'è una discussione molto franca, molto aperta, molto sentita, molto tranquilla, perché gli obiettivi sono comuni, Carlo vuole smussare alcune parti, essere sicuro su alcune parti, ma c'è una sintonia, assolutamente, sugli obiettivi".

Antonio Cannone

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