
Bianchi - Prosegue la mostra bibliografica, patrocinata dall’Amministrazione comunale, di “Libri rari e di pregio” presso la Sala consiliare del Comune di Bianchi. Si tratta di una esposizione di testi, che possono essere ammirati fino alla fine di agosto.
La mostra è stata realizzata grazie alla disponibilità di Elvira Chiodo direttrice della Biblioteca Nazionale di Cosenza. All’inaugurazione della mostra hanno partecipato il vicesindaco Angelo Francesco Perri, l’assessore alla Cultura Stefania Elia, il sindaco di Colosimi Manolo Talarico e altri amministratori dei paesi limitrofi, Gregorio Manfredi in rappresentanza della Biblioteca Nazionale di Cosenza e tanta gente. L’esposizione per un certo periodo ha ‘ospitato’ il mantello di Carlo V custodito nel Comune di Carpanzano (di ritorno dal Nord Africa, soggiornò da Carpanzano e lasciò nel paese un drappello di soldati e il suo mantello) esposto assieme alla pergamena (1536) a firma dello stesso Carlo V che esentava dai tributi alcuni cittadini di Scigliano, custodita nel Museo “Accattatis” delle pergamene cinquecentine di Bianchi. Un’esposizione attraverso l’illustrazione del rappresentante della Biblioteca nazionale Manfredi ha catturato la curiosità di diversi visitatori, fra cui monsignor Armando Augello della Diocesi di Lamezia Terme.
Fra i documenti cartacei sono stati esposti il manoscritto “Codex Purpureus Rossanensis”, un Evangeliario decorato che è testimonianza della bizantinità (V-VI secolo) rimasto nascosto per secoli e tornato alla luce della cronaca ai primi dell'Ottocento; “La Bibbia in latino” (Borso d’Estate) del XV. Due codici pergamenati di disegni, fregi, purezza di colori e scritte in oro, il canto liturgico “Exultet” prima parola del praeconium paschale (annuncio dellaPasqua) quest’ultimo è un rotolo che è stato utilizzato per comprendere meglio il significato della liturgia, le cui illustrazioni furono inserite capovolte rispetto al testo scritto. “Il Codice Atlantico”, il “Dioscorides Herbarium” sono poi stati esposti disegni, tavole, manoscritti, quaderni e taccuini compilati da Leonardo durante la sua vita. Infine, diverse opere librarie su Gioacchino da Fiore e l’Abbazia Santa Maria di Corazzo hanno messo in luce la spiritualità dell’Abate e la maestosità del monastero che fu frequentato da Bernardino Telesio.
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