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passaggio-di-idee.jpgLamezia Terme - Esiste una strada poco battuta nel lungo processo di costruzione europea. Imboccarla ci farebbe uscire dal vicolo cieco in cui le nostre società e i nostri Paesi sono fermi, mentre i confusi rumori e le angosce del mondo globale ci assediano e ci fanno paura. L'archeologo Andrea Carandini, presidente del FAI, ci guida alla riscoperta di questa via europea alla serenità e forse anche alla felicità, dissotterrando una tradizione culturale ancora viva e pulsante, quella del grande illuminismo romantico di Isaiah Berlin, il cui pensiero introduce alla imperfezione migliorabile, apprezzando finalmente la molteplicità della vita e la tolleranza. Con questa guida autorevole, ripercorriamo la tradizione europea tra '700 e '800, per ritrovare le idee che oggi servono, se vogliamo risorgere. Non si tratta solo di riformare una liberal-democrazia decadente quale è quella italiana, quanto di appassionare giovani e meno giovani all’uso consapevole della ragione non conformista, perché solo coltivando i sogni della ragione saremo in grado di non generare mostri, o almeno di non averne paura.

Andrea Carandini, professore emerito di Archeologia e Storia dell’arte greca e romana alla Facoltà di Scienze umanistiche della Sapienza Università di Roma, è autore di scoperte archeologiche molto importanti sul Palatino. Nel 2009 è stato nominato presidente del Consiglio superiore dei Beni culturali. Ora è presidente del FAI. Tra i suoi libri più recenti: Archeologia del mito 2002), La nascita di Roma (2002), Remo e Romolo (2006) e Archeologia classica (2008) per Einaudi; Re Tarquinio e il divino bastardo (2010) e Res publica. Come Bruto cacciò l’ultimo re di Roma (2011) per Rizzoli; Atlante di Roma antica (2 volumi, a cura di, 2012) per Electa; La casa di Augusto. Dai “Lupercalia” al Natale (2010), Il nuovo dell’Italia è nel passato (2012), Roma. Il primo giorno (20144) e Su questa pietra. Gesù, Pietro e la nascita della Chiesa (20143) per Laterza.

F.V.

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