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Lamezia Terme – Detto fatto. Annunciata ormai da un mese l’autosospensione dall’Udc, i “dissidenti” formano un nuovo gruppo: “Cristiani democratici per Lamezia”. Lo ha confermato proprio oggi in consiglio comunale Giancarlo Nicotera che, insieme a Pasquale Di Spena e molti altri dirigenti lametini, aveva ormai da tempo preso le distanze dallo scudo crociato e dai vertici regionali e nazionali dopo la bufera scoppiata sui tesseramenti illegittimi e sulla composizione delle liste finite a Roma, con all’interno nominativi di persone ignare. Un vero e proprio fulmine a ciel sereno per il gruppo consiliare, che aveva sempre mostrato fedeltà e attaccamento ai valori del partito. Un partito però all’interno del quale non si riconoscono più, cosa che del resto hanno ribadito forte e chiaro in questi ultimi mesi.

E se spetterà ora alla Procura stabilire quanto accaduto sui tesseramenti, ciò che è invece ormai inconfutabile è la rottura definitiva dei rapporti con i vertici. La dirigenza lametina è stata chiara: “Le adesioni al partito sono state raccolte in violazione dello Statuto”. L’autosospensione era così arrivata esattamente il 17 novembre dopo che gli animi si erano accesi non di poco. Dai primi dubbi sulle liste, alla chiusura della sede cittadina da parte di Talarico, fino ai malumori per la nomina dell’assessore Udc mancante e al commissariamento del partito. Poi la denuncia cautelativa di Nicotera alla Procura della repubblica e la decisione di rinviare il congresso regionale Udc, in attesa che ancora venga fatta davvero luce sulla vicenda.

Nicotera: “Decisioni dolorose ma dettate dalla coscienza”

“La storia mia e di Pasquale di Spena - dichiara oggi Nicotera in consiglio – così come quella di un riferimento autentico come Massimo Sdanganelli, nonché quella di centinaia di altri amici, è stata, è, e sarà, sempre quella che percorre il solco dei valori della democrazia cristiana e del cattolicesimo sociale impegnato in politica. Non conosciamo altra strada se non questa. Le fondamenta della nostra casa, le sue pareti ed il suo tetto sono quegli ideali che sin da studenti ci hanno visto impegnati in una idea che ha come punti di riferimento i Padri fondatori e cioè: Don Luigi Sturzo, Giorgio La Pira, Giuseppe Dossetti, Alcide De Gasperi, Aldo Moro, Bobo Ruffilli, Vittorio Bachelet, nonché Arturo Perugini e tantissime altre persone che si sono da sempre ritrovate in una casa comune che permea e permeava il suo essere: nell’ascolto di tutti, nella tolleranza, nella democrazia partecipata, nel rispetto degli avversari, nella tutela dei bisogni senza voce, nella valorizzazione delle municipalità, delle risorse locali e regionali e delle piccole e medie imprese. Una politica – precisa ancora - che con umiltà sa essere coscienza critica, ma sa anche proporre; sa usare il linguaggio della verità, ma anche quello della comprensione; chiede la partecipazione di tutti, ma si fonda sulla meritocrazia; presta l’orecchio e rivolge gli occhi a tutti, ma soprattutto agli ultimi, ai più bisognosi, quelli per cui vale davvero la pena di spendersi sempre.

Il tutto con grande senso delle Istituzioni e con alto senso di responsabilità, quelli che ti chiedono non di fare la scelta utile, ma quella giusta; quelli che ti chiedono di mettere gli interessi della collettività, prima di quelli del partito e di quelli personali; quelli che ti chiedono di assumere decisioni anche dolorose, ma che sono dettate dalla tua coscienza. Per questo non potevamo non continuare in quel cammino, non conosciamo altro sentiero, perché la vita politica e la vita personale non sono due realtà distanti: si fa politica perché si crede in quei valori di vita. Oggi più che mai il nostro percorso è ancora più bello, è dettato da più entusiasmo e da più passione, quelli degli uomini “liberi e forti” che sanno che vale sempre la pena di spendersi per il bene comune. Rimaniamo con grande lealtà forza di maggioranza, con quello spirito costruttivo e propositivo che ci ha contraddistinto sino ad oggi. Bobo Ruffilli ricordava che il contributo per un cristiano in politica non può contraddistinguersi per la certezza del successo, che potrà esserci o potrà venire in seguito, l’importante sarà sempre condurre la “buona battaglia”. Ed è quello che faremo – conclude il consigliere - cercheremo sempre di condurre e combattere, assieme a questo Consiglio Comunale, assieme alla Città ed a tutte le sue forze sane, la “buona battaglia”.

A.R.

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