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Lamezia Terme – “Tra poco la Calabria vedrà ridottissime le proprie spiagge?” E’ la domanda che si pone il consigliere Salvatore De Biase, Capo gruppo di Alleanza Civica Con Mascaro, che si chiede quale sia il futuro delle coste calabresi: “Sicuramente gli allarmi evidenziati dagli studi di settore, prodotti dalle istituzioni preposte, e dai vari interventi lungo le quasi 850 km di spiaggia che la Calabria dispone, questo dicono. Oltretutto – prosegue - basta osservare le continue interruzioni lungo le strade che si affacciano a mare, dai continui danni dei lidi, delle abitazioni che prima erano in una apparente sicurezza, dai danneggiamenti di un mare rabbioso e incontrollato, che interrompe finanche e sempre più spesso, la linea ferroviaria, dicono che c'è allarme”.

“In media, - prosegue - i dati ufficiali di settore, dicono che l'arretramento delle spiagge, negli ultimi 20 anni, è dai 70, ai circa 140 metri. È inutile ricercare le responsabilità, il danno c'è ed è evidente, per questo, oggi più  che mai bisogna urgentissimamente intervenire. Fiumi sempre più ristretti e canalizzati che non portano più a mare quanto recuperano nel loro instancabile viaggio, spesso offeso dall'uomo che non ascolta il grido di aiuto delle acque dei tanti fiumi che sfociano a mare”.

“L'appello prima dell'irreparabile è rivolto in primis alla Regione, - spiega De Biase - che deve intervenire immediatamente, con progetti appropriati e deve intercettare risorse mirate per evitare la catastrofe. Sicuro tutti i sindaci interessati dovrebbero far sentire, ancora una volta la loro voce, magari coordinandosi, per raggiungere, con forza, le stanze decisionali del governo e del ministero preposto”.

“La costa dell'area che va da Cosenza fino a Reggio Calabria, è straziata; - sottolinea - l'area lametina, rientra in questo quadro allarmistico: Nocera/Falerna, la vicina Gizzeria, Pizzo, la nostra spiaggia, sono tutti in pericolo. La bellezza delle nostre acque fino a qualche anno fa trasparenti, non inquinate, che richiamavano turisti ed emigranti che tornavano nella propria terra, adesso dovranno fare i conti anche con le spiagge che in Calabria prima sembravano terre infinite, oggi si presentano sempre più, come piccole lingue di sabbie sporche, che gridano rabbia per una eterna e morente attesa. Si sveglierà la Regione? – conclude - Ci saranno interventi salvifici? Ai posteri l'ardua sentenza”. 

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