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Lamezia Terme - "A nome mio e del Centro esprimo il plauso per l'iniziativa organizzata dalla Sindaca di Nocera Terinese, avvocato Fernanda Gigliotti, dell'incontro dei Sindaci dei Comuni costieri, di Associazioni e Organizzazioni professionali sul tema dell'inquinamento marino e della erosione della costa. Da tale iniziativa è scaturita la positiva decisione di dare vita ad un "coordinamento per la tutela dell'ambiente". L'incontro di Nocera fa seguito a quello organizzato dal Centro il 26 luglio scorso durante il quale, sia con la relazione del dottor Mario Pileggi - geologo che del dottor Silvestro Greco - Senior Consultant Ministero dell'Ambiente, sono stese segnalate le "criticità strutturali e comportamentali" che sono la causa delle condizioni precarie del mare sotto il profilo ecologico e ambientale”. Ad affermarlo è stato il presidente del Centro Democrazia e Diritti, Costantino Fittante, che spiega come, “a conclusione della nostra iniziativa, alla quale hanno partecipato Amministratori Locali, Imprenditori del settore Turistico, Ambientalisti e Cittadini, è stato auspicato – specifica - un intervento radicale e programmato da parte della Regioni per la realizzazione di una rete di regimentazione degli scarichi fognari e un sistema depurativo efficiente”. “Una operazione – aggiunge - che richiede la costruzione di un rapporto collaborativo con i Comuni interessati quali soggetti da coinvolgere nella fase di accertamento delle condizioni delle reti fognarie e dei depuratori esistenti e in quelle successive”.

“Avendo presenti tutti i suggerimenti venuti nel corso dell'iniziativa del Centro, ci permettiamo di segnalare al Coordinamento nato a Nocera sabato 10 scorso, alcune azioni da intraprendere a cura dei Sindaci per concretamente dare seguito ai propositi nell'occasione dichiarati e che si rendono indispensabili per impostare una corretta collaborazione con la Regione: accertare le condizioni e delle qualità dei liquami immessi direttamente a mare da corsi d'acqua e canaloni; verifica della situazione delle reti fognarie dei propri nuclei urbani siti lungo la costa e dei nuclei rurali, con particolare riferimento alle fosse biologiche esistenti e agli edifici civili, agricoli e industriali non collettati; accertare la situazione dei propri depuratori e di quelli consortili (capacità, funzionalità, condizione degli impianti tecnologici, collegamenti dei collettori, grado di manutenzione, ecc.); rilevare l'esistenza e le condizioni dei depuratori presso oleifici, aziende agro-industriali e i diversi opifici esistenti nel territorio”.

“L'insieme di tali elementi di rilevazione, - continua - formalmente e ufficialmente definiti, dovrebbero costituire la base per l'elaborazione da parte della Regione del piano pluriennale di intervento, adeguatamente finanziato, da attuare coinvolgendo i Comuni e sotto il controllo costante di commissioni miste Regione-Enti Locali- Tecnici terzi. Gli esempi di un metodo innovativo di intervento come quello che proponiamo, ci sono. Uno per tutti: quanto è stato fatto dalla Regione Emilia Romagna e dai Comuni della sua costa Adriatica per risolvere il problema della difesa ecologica del mare”.

“Per l'insieme delle problematiche – aggiunge poi - legate alle condizioni del mare e della costa, si può valutare l'opportunità di fare riferimento all'esperienza della Regione Campania dove la questione del mare è stata affidata alla Protezione Civile. Noi del Centro staremo dalla parte di quanti si battono per soluzioni razionali, contro la politica delle "pezze" spesso frutto di sollecitazioni clientelari e sempre scarsamente efficaci quando non del tutto dannose". 

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