
Lamezia Terme - "Sul fronte del NO la Calabria è riuscita a fare ciò in cui è mancata Roma: unire quasi tutti i partiti del centrodestra". Così il vice presidente del Senato della Repubblica Roberto Calderoli ha salutato il blocco costituito da Noi con Salvini, Fratelli d’Italia, Forza Italia e Udc radunato a Lamezia per ascoltare l’ex ministro illustrare le sue ragioni per opporsi alla riforma Boschi – Renzi.
Un esempio di centrodestra compatto quello andato in scena nella città della Piana sottolineato anche da Roberto Occhiuto, responsabile del comitato regionale per il NO, che ha senza mezzi termini spiegato che la campagna referendaria in corso è anche un banco di prova per la costruzione del futuro schieramento. Una riflessione condivisa dal vice presidente di Noi con Salvini e presidente del comitato “Liberi e Sovrani con un NO” Raffaele Volpi che ha avvertito: “Chi non è con noi oggi non venga a bussare alla porta domani”.
Una scadenza, insomma, importante e fondamentale per il Paese e per la politica quella del quattro dicembre sottolineata a più riprese da Calderoli che ha condito il suo discorso di ironia e di sarcasmo. “La Costituzione va cambiata. Ma non per il solo gusto di modificarla e, quindi, in peggio come si tenta di fare ora”. Per l’uomo della Lega la democrazia italiana sta andando incontro ad un rischio concreto di tracollo, legato al calo di rappresentatività e di autonomia decisionale dei cittadini che avverrebbe se la riforma dovesse diventare realtà. Non a caso, per Calderoli Renzi starebbe indossando i panni del “dittatore” e starebbe strumentalizzando un modo di fare politica che prima avrebbe rinfacciato a Berlusconi.
Per Domenico Furgiuele, coordinatore regionale di “Noi con Salvini” e Bernardo Spadafora, coordinamento comitato “Liberi e Sovrani per il NO”, la parola chiave per bocciare la riforma è anche “sovranità”. Una sovranità che “verrà sacrificata e uccisa” se passerà il si’.
Tiziana Bagnato

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