
Lamezia Terme – Il collettivo autogestito CasaRossa40 interviene in merito alla mozione che sarà discussa domani da “Sovranità” in consiglio comunale sulla teoria gender nelle scuole. “Individuare come elementi della “teoria gender” – affermano - l’inserimento, sul libretto di giustificazione delle assenze e sui moduli di iscrizione, dei termini “genitore 1” e “genitore 2” al posto di “padre” e “madre” o ancora del termine “parentalità” al posto di “famiglia”, segna - se ancora ce ne fosse bisogno - la vera natura di Sovranità/Casapound, che lancia crociate contro i mulini a vento, mettendo in difficoltà milioni di famiglie con relazioni parentali diverse da quelle che sognano i nostri simpatici puritani, non accorgendosi di come i loro assurdi schemi sociali siano fuori dalle reali relazioni sociali di una intera umanità".
"In realtà la legge 107/2015 afferma semplicemente che “Nell’ambito del piano triennale dell’offerta formativa promuove nelle scuole di ogni ordine e grado l'educazione alla parità tra i sessi, la prevenzione della violenza di genere e di tutte le discriminazioni, al fine di informare e di sensibilizzare gli studenti, i docenti e i genitori sulle tematiche indicate dall'articolo 5, comma 2, del decreto-legge 14 agosto 2013, n. 93”. E cosa asserisce la legge 93/2013 e 107/2015? – proseguono poi. “Dall’analisi del comma 16 della legge 107/2015 e dal Piano definito dall’articolo 5 della Legge 93/2013, a cui la riforma si richiama, emerge solo un assunto inconfutabile, la prevenzione contro la violenza di genere".
"La violenza contro le donne è la violenza perpetrata contro le donne basata sul genere, ed è ritenuta una violazione dei diritti umani. Convinti che un testo di legge sia del tutto insufficiente ad arginare fenomeni complessi come quello della violenza di genere e che nessun cambiamento sia possibile se non mettendo in discussione i meccanismi sociali che la generano, è evidente che la bufala e l’attacco ideologico nascono proprio da questo: la violenza contro le donne è violenza di genere, termine usato molto spesso per definirla. La prevenzione contro le discriminazioni di genere non fa alcun riferimento all’omofobia né all’omosessualità ed ai diritti lgbt. Purtroppo aggiungiamo noi. Perché lo dovrebbe fare”. Questa grave mancanza - concludono - ci costerà molto in termini culturali, attraverso una nuova fase di arretramento voluta dal governo Renzi, che fa ripiombare il nostro paese in un’epoca storica, che ha caratterizzato il nostro Paese prima del 1600".
© RIPRODUZIONE RISERVATA