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Lamezia Terme – “Se continueremo con questo trend e con la stessa serietà che si sta mantenendo nelle commissioni e in consiglio – ha affermato il sindaco Mascaro - non solo si eviterà il dissesto, ma saremo in grado di uscire dal piano di riequilibrio anche prima del 2024. Questa è una mannaia che pesa sulla testa di tutti, ma stiamo portando avanti una politica dove i conti stanno di certo migliorando”. Arrivato il parere positivo della nuova triade dei revisori dei conti, in consiglio comunale la rimodulazione del piano di riequilibrio passa con 14 voti favorevoli e 6 astenuti.

Una seconda rimodulazione dopo quella dello scorso novembre, che, come precisato anche dal primo cittadino, si è resa necessaria per potervi inserire il tanto discusso debito idropotabile da 14 milioni di euro nei confronti della regione Calabria, ora rateizzabile in 20 anni. Risalente al periodo 1981-2004, il bollettone dell’acqua aveva scaldato gli animi tra nuova e passata amministrazione, con un rimpallo di responsabilità su quanto riportato nei passati bilanci comunali.

Il sindaco Mascaro, nel ripercorrere l’iter su quanto accaduto, ha precisato che il periodo d’interesse per la città di Lamezia è solo relativo agli anni 2000-2004. “Il comune aveva, con delibera del 28 giugno 2006, riconosciuto il debito pagandone due rate di circa 3 milioni con rateizzazione decennale, poi non è stato più provveduto al pagamento”. Ha ricordato inoltre la concessione da parte della Regione di restituire le cifre spalmate in 20 anni per i Comuni con piano di riequilibrio. Il debito è stato riconosciuto con 16 voti favorevoli e 5 astenuti (Zaffina, Tropea, Gianturco, Villella, Piccioni).

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Nella doppia veste di sindaco e di assessore al bilancio, Mascaro ha poi relazionato sugli aspetti tecnici legati al piano di riequilibrio, partendo dal dicembre 2013, quando la Corte dei conti aveva attenzionato il Comune di Lamezia. “Condizioni finanziarie drammatiche – ha precisato –che hanno dato il via a questo iter che stiamo portando avanti sino ad oggi”. Con numeri alla mano, ha così specificato: “Per le anticipazioni di tesoreria, con dati di Siope aggiornati al 22 settembre, si è scesi dai 30 milioni a circa 7 milioni e dai 140 giorni di ricorso, si potrebbe scendere tra i 60 e gli 80. Pignoramenti calati da 2 milioni a 267mila circa, debiti fuori bilancio per l’anno 2016 ora a 2 milioni e 397 mila euro, passività potenziali rimaste inalterate a circa 13 milioni, disavanzo d’amministrazione estinto e quello tecnico sceso di 36 milioni”. A scendere però, anche le spese sul personale, che il sindaco ha precisato essere purtroppo legate alla scelte del Governo.

Scettico il consigliere d’opposizione Pasqualino Ruberto, che aveva già evidenziato criticità nei conti del Comune all’interno della riunione indetta da Labor lo scorso 24 settembre. “Dati quelli illustrati dal Sindaco – ha precisato Ruberto - che hanno una loro valenza, ma che per chi conosce l’analisi complessiva di un bilancio, potrebbero rilevarsi non prioritari. Ci sono molti elementi che destano preoccupazione, come il debito della Multiservizi. Positiva l’operazione di rateizzazione della Tari, che sta portando dei risultati – ha proseguito poi – preoccupante invece l’Imu. Il mio invito è quello di cercare di tenere un sistema contabile che colleghi tutti gli uffici per avere contezza di quanto sia sostenibile la macchina comunale che state guidando”.

Dall’opposizione si annuncia poi voto d’astensione di carattere prettamente politico, nonostante l’apprezzamento per il lavoro svolto, con richiesta da parte del consigliere Zaffina di tenere sotto controllo la questione legata alle “cartelle esattoriali pazze” denunciate dall’Acu. Piena fiducia invece dai membri della maggioranza. “Apprezziamo il lavoro svolto dai dirigenti e dal Sindaco nella doppia veste di assessore al bilancio”, ha affermato Carolina Caruso. “C’è ancora tanta strada da percorrere – ha aggiunto Luigi Muraca di Lamezia Unita – ma questi elementi stanno dando un segno d’inversione di rotta”. La rimodulazione passa con 14 voti favorevoli e 6 astenuti (Villella, Tropea, Zaffina, Piccioni, Ruberto P., Gianturco). 

 

Alessandra Renda

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