
Lamezia Terme - Una riforma costituzionale che “taglia soltanto il potere dei cittadini” ma anche la proposta di una nuova manovra triennale per risollevare l’economia dalla base nelle parole del deputato Alfredo D’Attorre, componente dell’esecutivo nazionale di Sinistra Italiana, in conferenza stampa con il coordinatore regionale Angelo Broccolo. Assente perché impegnato con l’Associazione Libera a Crotone Gianni Speranza. Introdotto da Broccolo, che denuncia i pericoli di una “svolta autoritaria” legata alla vittoria del Sì, per un governo ormai legato ai “dictat della finanza italiana ed Europea”, D’Attorre dichiara: “Credo verrà dal Sud una forte espressione del No: a votare No sono i giovani, e in particolare nelle regioni meridionali”. Qui il riferimento allarmante del dato reso noto da Caritas questa mattina, secondo cui i due terzi degli utenti delle strutture caritative sono attualmente Italiani, solo un terzo immigrati, in particolare nel mezzogiorno.
Ancora parole forti nei confronti dell’attuale governo regionale, che “si è accodato opportunisticamente sotto l’ala del renzismo in vista di qualche beneficio futuro. Ma avranno un amaro risveglio perché saranno i cittadini ad annullare il loro disegno e le loro velleità”.
Punto focale dell’intervento il cosiddetto Social Compact, messo a punto da Sinistra Italiana per “rottamare” il Fiscal Compact di Renzi. Si tratta di una manovra triennale che prevede di vincolare il 45 % delle risorse al mezzogiorno, con lo stanziamento di 30 miliardi annui per il lavoro, con misure per i trasporti, per il reddito minimo ai disoccupati, misure ad hoc per la “pensione minima di dignità” con aumento della soglia a 700 euro, interventi per l’istruzione e per la sanità finora definanziate. Inoltre un pacchetto di 30 miliardi per la casa, “un modo concreto per rimettere i ceti medi e il sud al centro della politica economica.” chiarisce D’Attorre, che dichiara come le fonti cui la nuova manovra attingerà siano già state valutate e previste. Un accenno anche alla possibile deriva verdiniana in atto nel Pd calabrese: “Se non si fanno politiche innovative – conclude – il risultato è facilmente questo”.
Giulia De Sensi
© RIPRODUZIONE RISERVATA