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Lamezia Terme - Pubblichiamo la nota dell'onorevole Costantino Fittante sui lavori di ammodernamento dell’a3.

“L’onorevole Del Rio, Ministro delle Infrastrutture e Trasporti, di recente ha arricchito l’elenco delle dichiarazioni circa il completamento dei lavori dell’autostrada Salerno – Reggio Calabria. Ha affermato che saranno conclusi entro l’anno 2016. E, nell’annunciare la messa in opera della cosiddetta “Smart Road” (strada intelligente), ha annunciato che per l’A3 “Vogliamo investire perché diventi una delle arterie più avanzate tecnologicamente d’Europa”. Per la condizione in cui si trova l’autostrada, specie nel tratto calabrese, mi sembrano affermazioni quanto meno azzardate.

Infatti, come si possono considerare conclusi i lavori di ammodernamento se ci sono ben 58 chilometri senza corsie di emergenza, quasi tutti viadotti (per esempio i tratti  svincolo Pizzo – Vibo Sant’Onofrio, 11 km, e Altilia – Cosenza, 26 Km) e tutto il percorso calabrese privo delle colonnine SOS. L’A3 da Salerno fino ai confini della nostra Regione, è a tre corsie nei due i sensi di marcia.  Solo il percorso calabrese, stante alle decisioni del Governo e del Consiglio di Amministrazione dell’Anas l’autostrada sarà “a fisarmonica”: si allarga e si restringe. E guarda caso, si restringe proprio nei tratti dove è meno sicura.

In questi tratti, se un tir rimane in panne e occupa la corsia di transito o se si verifica un incidente d’auto, il traffico rimarrà bloccato, con disagi e perdita di tempo notevoli. Non sono convinto che, chiusi i cantieri e dichiarati conclusi i lavori di ammodernamento senza mettere a norma i 58 chilometri privi di corsia di emergenza si possa sostenere che l’A3 è una “arteria avanzata con caratteristiche europee”. Ci vuole ben altro per essere tale. Non è sufficiente un “restyling” fatto dei soli interventi sugli impianti di illuminazione nelle gallerie, di sistemazione dei cordoli e della indispensabile bitumazione, cioè una sorta di manutenzione ordinaria. E’ indispensabile correggere le curve pericolose, eliminare le strettoie realizzando le corsie di emergenza, istallare le colonnine SOS.

Il Ministro ci informa che l’A3 diventerà una “Start Road”, cioè “strada intelligente” e il Presidente dell’Anas Gianni Vittorio Armani afferma che questo progetto ha come obiettivo quello di ”fornire a chi si mette in viaggio numerose informazioni sulle condizioni ambientali e di traffico”. “Il conducente che percorrerà l’autostrada, sarà informato in tempo reale sulle condizioni dell’arteria viaria e sugli eventuali percorsi alternativi che dovessero rendersi necessari in caso di incidenti o di chiusure improvvise di tratte”. Bene, è una grande cosa. Ma questo sistema non risolve il problema dei tratti senza corsia di emergenza, 58 km, circa un sesto di tutto il percorso calabrese.

C’è poi il problema dei fondi sottratti alla Calabria.

Quando si è incominciato a parlare della conclusione dei lavori di ammodernamento dell’A3, parallelamente si è affrontato il tema della revisione dei progetti (proprio quelli riguardanti i viadotti) e, quindi, dei risparmi possibili che sarebbero comunque serviti per intervenire sulla viabilità regionale, in primis sulla SS 106.

Nel nono rapporto 2015 della Commissione “Ambiente e Infrastrutture della Camera”, si legge che per la viabilità calabrese ci sono stati drastiche riduzioni degli stanziamenti: per la SS 106 ionica dai 20 miliardi si è passati a 4,2. Tali riduzioni “sono in parte imputabili alla nuova strategia dell’Anas che privilegia gli interventi di sistemazione e messa in sicurezza della rete stradale esistente rispetto alle nuove opere”.

Nelle due Regioni del sud Basilicata e Calabria, se c’è una strada che andrebbe, per intero e non a tratti, ammodernata e messa in sicurezza, questa è la SS 106, detta “strada della morte”. E invece si tagliano i fondi.

Bisogna compiere una operazione verità, smettendola con l’abusata pratica degli annunci e del taglio di nastri. E’ quello che mi sento di chiedere al Presidente del Consiglio Renzi, se proprio vuole mantenere la data del 22 dicembre per dichiarare conclusi i lavori dell’A3 (?). Dire che ci sono tratti ammodernati e messi in sicurezza e altri che richiedono forti investimenti e che intanto rimarranno come sono. Che per la SS 106 bisogna aspettare tempi migliori.

Una dichiarazione simile sarebbe sincera e certamente più produttiva per lo stesso suo partito, il Pd calabrese. Tenga conto Renzi che i calabresi siamo certamente ingenui e spesso creduloni, ma non siamo stupidi. Alla lunga sappiamo giudicare. Lo dimostrano i risultati delle ultime elezioni a Cosenza, a Crotone e in tanti altri Comuni. Non è bastato il di tagli di nastri (a Laino Borgo, a Cosenza, a Rizziconi, a Reggio Calabria) per vincere le elezioni. Una lezione per chi si illude che bastano gli annunci, i “patti”, gli inciuci e per l’occasione le pompose manifestazioni di giubilo dei codazzi al seguito delle oligarchie di partito  per avere consenso. Ci vuole ben altro a cominciare da un rapporto diverso con il popolo, più veritiero, responsabile e fattivo”. 

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