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Logo-fratelli-d-italia-2014.jpgLamezia Terme – Pubblichiamo la nota di Fratelli d’Italia sulla delibera comunale relativa agli Sprar, riferendosi in particolar modo al gruppo Mtl. “La Calabria è certamente terra di accoglienza, per sua connotazione storica, ma l’accoglienza non può e non deve diventare un alibi, dietro il quale nascondere la mancanza di coerenza politica, quantomeno in relazione al programma enunciato in campagna elettorale, solo e soltanto per salvare una postazione di governo cittadino. Se questo è il fatto, allora il gruppo di Mtl, che si stupisce della delibera della giunta Mascaro la n.333 dove il comune di Lamezia partecipa al progetto Sprar, per coerenza dovrebbe far dimette il suo assessore Elisa Gullo, ponendo in discussione la sua partecipazione alla maggioranza che attualmente governa la città.

Stupore o falso stupore? Su questo inciso si apre una vicenda tutta politica, che poco ha a che fare con l’accoglienza, quando dietro e fra le pieghe delle scelte del sindaco Mascaro, si nasconde, forse (?), una logica che prosegue un percorso di “speranza” non tanto per i cosiddetti migranti, quanto per chi tesse un filo, non tanto invisibile, che lega l’amministrazione civica e le sue scelte a logiche antiche, ma sempre evergreen che sono ormai lo stemma e la jattura della nostra comunità. Operare concretamente e onestamente il concetto di accoglienza, significa soprattutto rispettare la dignità di una comunità – quella lametina – senza spacciare, perché di droga politica trattasi, presunti posti di lavoro (40) tali da risolvere una domanda di occupazione del comprensorio.

Definire il tutto ridicolo, ci sembra oggettivamente minimalista, vorremmo semmai definirlo grottesco, irresponsabile politicamente per quanto attiene al sindaco Mascaro, nonché al consigliere Francesco Ruberto, che oggi si scoprono baciati da un “misticismo accogliente” unitamente al gruppo consiliare di Mtl e che, insieme, agitano un bandiera di parte, facendosi passare per economisti che intercettano le leve dello sviluppo attraverso un criterio di accoglienza…monetizzabile politicamente!

In questo quadro la responsabilità, soprattutto quella politica diventa un valore, se l’accoglienza è autentica e non qualcosa di (in)dicibile; se la parola, soprattutto quella politica, che ha determinato un consenso elettorale, resta come un impegno; se i bisogni di una comunità vengono rispettati e non narcopoliticizzati; se in particolare esiste e resiste una conseguenzialità politica ed amministrativa ad azioni autonome non condivise e non condivisibili, non tanto e non solo dalla politica cosiddetta, quanto dalla città di Lamezia nel suo complesso.

Le dimissioni sarebbero un atto adeguato e dignitoso, solo per il fatto, di pensare, credendoci – grave per chi governa – che un comprensorio abbia bisogno solo di migranti o presunti tali, per risollevare le sue sorti economiche, quando ben altri sarebbero gli interventi da attuare, ma questa sarebbe un'altra dimensione, quella della dignità, che oggi è diventata merce rara, per quanti hanno fatto della stessa terreno per mercenari". 

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