
Lamezia Terme – “Noi siamo la carne, loro la carta. Oggi in questa sede abbiamo dimostrato di essere in molti, dall’altra parte invece in pochi. Il personalismo, se qualcuno l’ha fatto, l’ha fatto quando ha governato. Questo è un giorno di festa, non siamo qui per fare polemiche, non le abbiamo mai volute fare e le lasciamo agli altri. Ci facciano lavorare e dare risposte concrete ai cittadini, è solo questo quello che ci interessa”. E’ quanto dichiara il consigliere Giancarlo Nicotera a il Lametino.it a margine dell’incontro che si è tenuto oggi in via Enrico Toti.
L’occasione è stata infatti quella dell’inaugurazione del centro studi “Arturo Perugini” alla presenza del figlio Basilio, e della nuova sede del gruppo consiliare, ma soprattutto, per Giancarlo Nicotera e Massimo Sdanganelli, una dimostrazione del percorso che vogliono tracciare dopo le scintille scoppiate all’interno dello scudo crociato, con il commissariamento del partito cittadino e la richiesta, da parte di Tommaso Brutto, della sua espulsione. La comunicazione ufficiale non è ancora arrivata, ma Nicotera non ha alcuna intenzione di mollare. “Anche questa per il momento è una barzelletta giuridica, ancora non abbiamo ricevuto nulla”. E a dare man forte al consigliere comunale, per la prima volta anche il sindaco della città Paolo Mascaro, che non si era ancora pronunciato sui dissapori interni emersi con l’ex presidente del consiglio regionale Franco Talarico.

La nuova sede che si affaccia su piazza Mazzini porta sulle pareti il ricordo della vita politica di Arturo Perugini, che tanto lottò per l’unificazione di Lamezia. “Oggi siamo qui per promuovere la politica vera, quella che si fa tra la gente – ribadisce Nicotera – e chi meglio di Perugini come riferimento, persona umile e colta che ha sacrificato tutto se stesso per il popolo. E’ questo che vogliamo comunicare oggi ai tanti giovani che si avvicinano a questo mondo. C’è chi mi accusa di fare politica utopistica e romantica, ma non c’è niente di male ad esserlo. Questa stanza è piena di simboli che hanno accompagnato la storia dello scudo crociato negli anni, un partito è fatto di carne e di bisogni concreti” ha concluso con alle spalle il ritratto di De Gasperi.

“L’incontro di questa sera rappresenta ancora una volta la risposta di una Lamezia fatta di cultura e onestà, e questo lo dico a chi nel pomeriggio, a pochi metri di distanza, ha sparato contro un auto pensando di poter intimorire la città con il fuoco delle pistole - ha affermato il sindaco Mascaro - proseguendo poi: "Abbiamo ancora una volta la fortuna di legare Arturo Perugini alla città, la politica vera è fatta da uomini liberi e forti disposti a rinunciare a tutto per le proprie idee. Fatevi mandare a casa pur di difenderle. Sarà questa Lamezia a far sì che la Calabria non muoia definitivamente, una Calabria che oggi lotta contro la desertificazione abitativa. Sono orgoglioso di avere lo scudo crociato in Giunta con le importanti deleghe assegnate, e di avere avuto al mio fianco i consiglieri Nicotera e Di Spena che in questi mesi hanno inteso a pieno la mia linea politica. La vera politica – ha concluso infine – è di chi non ama comunicati scritti in stanze buie ma di chi apre al confronto e al dialogo”.
E a prendere parola anche il neo assessore Graziella Astorino, la cui nomina è stata la goccia che ha fatto traboccare il vaso all’interno del partito, che aveva al suo posto invece indicato Rosina Mercurio, designata recentemente da Brutto come commissario. “Essere liberi e forti", come scritto nella presentazione di questo incontro – ha affermato – significa essere liberi da ogni compromesso. L’unificazione avviene quando ciascuno di noi fa un passo indietro riconoscendo che siamo un tutt’uno, e se non educhiamo le persone in questo, la città non la uniremo mai”. Al ricordo di Arturo Perugini si unisce anche Massimo Sdanganelli: “E’ da molto tempo che si pensava ad un centro studi in suo onore – rimarca – un punto di riferimento per le nuove generazioni, sempre al servizio della comunità. Quanto accaduto negli anni è la dimostrazione che Perugini aveva visto giusto".
Una riflessione sulla città portata avanti anche dall’esponente democristiano catanzarese Franco Cimino: “La città di Lamezia è la realtà più importante della Calabria. Ha perso molto ma può adesso ricostruirsi dai suoi errori attraverso un nuovo modello di sviluppo originale. Da catanzarese dico che Catanzaro ha una grande debolezza e deve fare necessariamente ricorso a Lamezia per costruire con essa l’area centrale della Calabria”.
A gennaio 2018, la città di Lamezia compie 50 anni e a conclusione della serata, nel ringraziare i presenti dell’Iniziativa, l’avvocato Basilio, figlio di Arturo Perugini, ha infine voluto omaggiare la nuova sede con una parte del patrimonio librario e documentale del senatore, donando anche al consigliere Nicotera un articolo di giornale risalente al 22 aprile 1970, quando la Dc fu commissariata per spaccature interne. “Il più grande regalo fattoci oggi – ha concluso Nicotera in merito – è stato quello di averci paragonato a Perugini quando nel ’70 la Dc fu commissariata e lui dovette dare vita al Carroccio”.
Ciò che è certo, è che l’Udc a Lamezia avrà presto due sedi: una inaugurata questa sera dal gruppo consiliare e l’altra che, come annunciato dal neocommissario del partito, sarà riaperta a breve. Segno di una crepa ormai difficile da sanare.
Alessandra Renda

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