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Lamezia Terme - Un incontro informativo finalizzato a dare maggiore risalto ed evidenza pubblica al Bando Spiaggia quello organizzato dal consigliere Rosario Piccioni nella sede di Sinistra Italiana con il supporto tecnico dell’architetto Rolando Scalise. Uscito il 3 Febbraio 2017 il bando scade infatti già il 31 Marzo, ed è consultabile alla sezione Demanio Marittimo del sito del Comune. Piccioni, che si propone di richiedere lo spostamento della notizia in primo piano sulla home page, ne contesta la mancata valorizzazione e contestualmente intende supplire illustrando ai cittadini le modalità fondamentali per la presentazione delle domande fornendo una serie di notizie tecniche. Secondo quanto riportato dall’architetto Scalise, su 20 lidi totali previsti dal Piano Spiagge approvato nel 2015, 3 risultano ad oggi occupati e ne rimangono dunque 17 da assegnare, posizionati in diverse località: Marinella, Bosco Litoraneo - ovvero Cafarone, Ginepri, e nella zona del fiume Amato. Non saranno oggetto di concessione demaniale da parte della Provincia le aree del Lido del Finanziere in località Marinella e lo sbocco del fiume Bagni, dove è ubicato l’unico approdo turistico della zona per imbarcazioni fino a 24 metri. I Lidi, che dovranno occupare una superficie compresa fra i 25 e i 35 metri fronte mare, dovranno consistere di strutture interamente rimuovibili, senza manufatti stabilmente ancorati al suolo, e ogni costruzione non potrà sussistere in loco oltre 31 ottobre, ad eccezione delle grosse strutture finalizzate alla ristorazione.

Dovrà inoltre essere lasciata un’area per la balneazione libera. Previste premialità per chi si impegna a mantenere pulite le aree limitrofe - con un incremento del 30% dello spazio concesso -, per chi attrezza il proprio lido secondo le esigenze degli utenti diversamente abili con passerelle, bagni e arredi dimensionati, per chi pone tempi brevi di realizzazione, per chi predispone uno sportello informativo per divulgare la proposta turistico-archeologica del territorio. Più importante l’aspetto tecnico delle domande di partecipazione al bando rispetto al semplice aspetto economico, rispettivamente incidenti sull’esito per il 65% e per il 25%, e con valenza propedeutica dell’approvazione tecnica rispetto allo step successivo relativo all’offerta economica, che non potrà comunque essere inferiore alle 10.000 euro. Sono esclusi i costi di progettazione, le attrezzature, la tassa regionale. La durata della concessione varia da un minimo di 6 anni a un massimo di 20 anni. Sarà necessaria per le imprese, anche di nuova costituzione o in raggruppamento, l’iscrizione alla Camera di Commercio da effettuarsi entro 30 giorni dalla stipula della concessione. Indispensabile anche la copertura assicurativa contro i rischi professionali. “C’è poco tempo – dice Piccioni – ma non è impossibile organizzarsi”. Il consigliere ribadisce inoltre la natura propositiva della propria iniziativa, tesa non ad assumere i meriti politici dell’approvazione del Piano ma ad evitare che un’occasione di sviluppo per la città venga sottovalutata o perduta.

Giulia De Sensi

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