
Lamezia Terme - "Emergenza democratica e assenza di un progetto organico per la città nella nuova amministrazione Mascaro": si è parlato di questo nell’incontro pubblico in piazzetta San Domenico organizzato dai consiglieri d’opposizione Rosario Piccioni e Aquila Villella, declinando nel concreto le falle prodotte da queste e altre disfunzioni a un anno dall’insediamento della giunta. Un bilancio, dunque, ma anche un modo per dialogare con la città e per essere da sprone all’amministrazione, la quale però, secondo quanto dichiarato da Piccioni, non avrebbe affatto gradito l’iniziativa. Dopo l’uscita del volantino che pubblicizzava l’evento, in commissione bilancio, Mascaro avrebbe infatti commentato la cosa dicendo: “E’ ora che il sindaco dissotterri l’ascia di guerra”. Da lì invettive su internet per “aizzare le folle della sua maggioranza”. “ Mi ha definito più volte un professorino, quindi ora vorrei dargli qualche lezione di democrazia” – dice Piccioni citando il discorso di Pericle agli Ateniesi, in cui si afferma che “la discussione non è mai un ostacolo sulla via della democrazia”. E aggiunge: “Quando sulla Treccani si parla di indurre una o più persone a non partecipare a un evento, si parla di intimidazione”. Piccioni si difende inoltre dalle accuse ripetutamente rivoltegli dal Sindaco di “aver rovinato per 10 anni la città”, ricordandogli di non essere mai stato sindaco ma soltanto assessore dal 2010 al 2015. “Non condivido il metodo di Mascaro di generalizzare e guardare sempre al personale”- dichiara il consigliere, riferendosi alle vicende non felici della Vigor verificatesi quando l’attuale sindaco era presidente, e che lui, ovviamente, non si è mai sognato di addebitargli in toto. L’emergenza democratica consisterebbe dunque in questo clima, nella mancanza di dialogo con i cittadini e anche all’interno dell’amministrazione stessa. Un’amministrazione in cui in cui avvengono continuamente “migrazioni di consiglieri nella compagine di CAC, capeggiata da Pino Galati”. Consiglieri di maggioranza ma anche d’opposizione, e questi ultimi, che comprendono anche rappresentanze d’estrema destra, sarebbero rimasti solo in 7.

Anche le liste civiche che appoggiavano Mascaro si sono praticamente svuotate, e si è verificata l’escalation di Ruberto a Lamezia Europa. “La componente Galatiana sta dettando legge nell’amministrazione Mascaro, e questo lo sanno tutti.” - dice Piccioni. Da qui l’elenco di una serie di eventi che traducono le mancanze dell’amministrazione: "il Comune che si costituisce parte civile in un processo di ‘ndrangheta dove a difendere il boss è il vice sindaco (e l’incarico viene revocato), la vicenda elettorale del presidente del consiglio De Sarro, la cui discussione è stata procrastinata fino a che non è sceso il silenzio, le dimissioni di Puteri e Caglioti". Ma al di là di questo esiste anche una serie di mancanze ben più lunga riferita alle condizioni in cui versa la città: "rescisso il contratto con la ditta per la creazione della piscina olimpionica, con parco urbano e parco dell’acqua, al parco Peppino Impastato, fiore all’occhiello della città, il cui progetto era già stato appaltato; chiuso il centro polivalente per gli immigrati in via del Progresso, già arredato e corredato di biblioteca, ludoteca, parco giochi; ancora incerta l’organizzazione di sport village, sollecitata dallo stesso Piccioni; chiuso il centro per il turismo sociale di Ginepri. Poi i lavori bloccati al Bastione di Malta, la chiusura dei bagni pubblici, la situazione dei Lungomare dove l’avviso pubblico per l’apertura di attività commerciali è partito solo pochi giorni fa, evidentemente troppo tardi per realizzare qualcosa in questa stagione, e la situazione delle spiagge che non sono ancora state ripulite dai detriti, cosa che ha permesso a qualcuno di bruciarne i cumuli".
“Manca la programmazione: è questo che contestiamo all’amministrazione Mascaro. Anche il secondo piano del complesso di San Domenico, perfettamente ristrutturato, con sale ampie già pronte e lavori finiti nell’ottobre 2015, è ancora chiuso.” Anche l’animazione di Teatro Umberto che potrebbe essere demandata ai tanti giovani artisti della città non è stata programmata, e poi c’è il problema dei Rom, e del campo di Scordovillo la cui chiusura era stata promessa entro 12 mesi dall’insediamento, mentre entro i primi 3 c’era da “mettere mano alla macchina amministrativa” e poi la nota “operazione verità”. La parte propositiva spetta ad Aquila Villella, che parla soprattutto di programmi e di un’idea di città che la compagine di sinistra evidentemente aveva, legata all’integrazione delle periferie e alla collaborazione con le aree del comprensorio per la risoluzione dei problemi comuni. Un appello anche alle forze della sinistra, in particolare al Pd: “Penso che ci si possa riorganizzare avendo come punti di riferimento i programmi e i valori. I valori della sinistra e i valori dell’etica. Smetterla con l’autoreferenzialismo e battersi per la giustizia sociale e non per la spartizione delle poltrone”.
Giulia De Sensi
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