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Lamezia Terme – Rosina Mercurio dell’Udc interviene dopo l’approvazione in consiglio comunale della Tari 2017. "L’aumento della  Tari 2017 approvata nei giorni scorsi in consiglio comunale ricorda una delle più antiche e superate  forme di amministrazione di un ente,  quelle il cui operato vede il cittadino come unico soggetto su cui far gravare il peso della cosa pubblica.

In merito della distribuzione della  percentuale degli aumenti, si nota la sua controtendenza rispetto all’agire di altri  comuni italiani, dove la percentuale di aumento è inversamente proporzionale al numero dei componenti del nucleo familiare, un solo componente ha, negli altri comuni, una percentuale di aumento minore rispetto a quella applicata ai nuclei più numerosi; la ragione sta nel fatto che non sono i metri quadri di un abitazione a produrre più rifiuti ma il numero dei  componenti in essa contenuta,  ragion per cui dove sono presenti  più componenti, questi si vedranno costretti a pagare in più.  A Lamezia Terme no, sembra non debba funzionare così. In base alla riforma approvata nei giorni scorsi accade che l’anziana signora di  83 anni che vive da sola in un appartamento di 100 mq  paga una percentuale di aumento maggiore rispetto alla vicina della porta accanto  che con il marito, entrambi impiegati, vivono insieme ai tre figli nell’appartamento sempre di 100 mq.  Una persona non può produrre lo stesso quantitativo di rifiuti  di cinque componenti. Dov’è il principio di eguaglianza?

Si aggiunga - prosegue la Mercurio - che in altri  comuni dove,  come nel nostro, la raccolta differenziata è raggiunta solo parzialmente, la percentuale di aumento applicata  è ancora diversa, in questo caso è più bassa dove si effettua la raccolta differenziata ed è più alta dove non c’è la differenziata; il perché? Semplice…. chi fa la differenziata in casa, probabilmente chi amministra rientra nelle zone “senza raccolta differenziata”,  non solo produce meno nero  e quindi fa spendere di meno all’ente che gestisce i rifiuti  ma attraverso la raccolta separata di  carta e plastica, contribuisce  personalmente al raggiungimento del ricavato della vendita  del  riciclabile… Andrebbe perciò premiato.. non penalizzato.

In molte città italiane il problema dei rifiuti è affrontato anche con la  creazione delle isole ecologiche, attraverso il ricorso ai fondi strutturali europei , termine forse  ignoto alla città di  Lamezia Terme, i cui amministratori sembra  preferiscano aumentare le tasse ai cittadini piuttosto che ricorrere  allo strumento principale della politica degli investimenti quali sono appunto  fondi strutturali europei. E’ sotto gli occhi di tutti uno scollamento della città dalle risorse comunitarie, ci si domanda  se ciò sia dovuto alla mancanza di un raccordo tra l’amministrazione attuale  e la politica così come ci si chiede che fine abbia fatto il famoso connubio tra civico e politico invocato e sbandierato nei comizi delle campagne elettorali due anni fa? E’ stato solo uno slogan elettorale?

L’UDC ha dato il proprio contributo all’elezione dell’attuale sindaco sulla base di punti di programma ben precisi, tra i quali il recepimento dei fondi comunitari per ossigenare, quanto possibile, la città e far gravare di meno le tasse sulle spalle dei cittadini. L’aumento della tassa sui rifiuti è stato uno dei punti all’ordine del giorno nell’ultimo incontro del partito dell’UDC i cui componenti si chiedono, riportando le domande a loro rivolte  dai cittadini, quanti fondi comunitari sono arrivati e sono stati spesi a Lamezia Terme - conclude - negli ultimi due anni; si spera in una risposta dall’addetto al ramo". 

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