
Lamezia Terme – “Per evidenti ragioni di opportunità Francesco De Sarro faccia un passo indietro e lasci la presidenza del Consiglio comunale di Lamezia Terme“. Lo dichiarano i deputati M5s Paolo Parentela e Dalila Nesci in una nota. “La citazione diretta a giudizio del genitore del presidente del Consiglio lametino – aggiungono i parlamentari 5 stelle – riguarda una vicenda di possibile inquinamento del consenso ricevuto dal politico, propostosi per la prima al giudizio degli elettori e risultato il più votato alle ultime comunali”.
“Fino a quando – proseguono i parlamentari 5 stelle – non verrà concluso il processo a carico del padre, De Sarro farà bene a rinunciare al suo ruolo di presidente, per un fatto di moralità e per preservare il Comune di Lamezia Terme dal pensiero che vi possa essere una rappresentanza alterata da un'illecita formazione del consenso”. “Ci aspettiamo – concludono Nesci e Parentela – che anche il sindaco di Lamezia Terme, Paolo Mascaro, assuma verso De Sarro la nostra stessa posizione politica, dando un esempio di necessaria saggezza istituzionale, in una città dove la politica sembra distratta e indifferente a così gravi fatti che ci consegna la cronaca giudiziaria di bravi quanto isolati giornalisti”.
La nota degli avvocati Salvatore Staiano e Stefania Buffone
“All’uopo officiati dal sig. Francesco De Sarro - Presidente del coniglio comunale di Lamezia Terme - significhiamo quanto segue, anche ad ossequio dei suoi elettori. Francesco De Sarro non intende dimettersi:Anche ad ossequio dei suoi elettori Francesco De Sarro non intende dimettersi: Perché la sua posizione, a seguito di stralcio, è stata archiviata; Perché gli affetti genitoriali, gli inibiscono ritenere, che, si siano prezzolati i suoi voti; Perché l’inopinato esercizio dell’azione penale a carico del genitore non offende la sua serenità, essendo consapevole dell’esito giudiziario favorevole; Perché se il Presidente del Consiglio dovesse dimettersi, ciò significherebbe avallare un “trend” di estremo nocumento alla politica: basterebbe , quindi, una mera denunzia, a far crollare anche un governo”.
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