
Lamezia Terme - "Le adesioni al partito sono state raccolte in violazione dello Statuto. Dopo aver già da mesi informato gli onorevoli Cera e Cesa senza aver però ricevuto risposta, presenteremo presso la Procura della Repubblica una denuncia cautelativa in quanto non siamo in condizioni di poter garantire la genuinità e la veridicità delle stesse". Non si placano i dissapori all’interno dell’Udc dopo il commissariamento del partito e i precedenti attriti tra il gruppo consiliare e l’ex presidente della regione Franco Talarico insieme al commissario provinciale Tommaso Brutto.
In una conferenza stampa indetta presso il Centro Studi "Arturo Perugini", Giancarlo Nicotera, il presidente Massimo Sdanganelli, il vicesegretario Simone Cicco, gli esponenti Giancarlo e Giuseppe Muraca e Roberto Bonaddio, hanno così voluto fare chiarezza in merito alla questione dei tesseramenti, la goccia che ha fatto traboccare il vaso per la rottura definitiva tra i vertici e il gruppo consiliare rappresentato in Comune da Nicotera e Di Spena. "Come segno formale di protesta nei confronti dei vertici regionali e nazionali - ha infatti aggiunto Nicotera - che non hanno voluto approfondire sulla questione, il gruppo consiliare ha deciso così di autosospendersi dal partito, come fanno anche tantissimi dirigenti ed oltre 100 aderenti”. Una presa di distanza dai vertici dunque, ma non dalla maggioranza nella quale siede in consiglio comunale con Pasquale Di Spena, continuando a garantire “sostegno al sindaco Mascaro, rispettando la volontà degli elettori”.

“Un partito si fonda su regole che devono essere rispettate da tutti - ha precisato proprio sui tesseramenti - per Statuto avrei dovuto inviare io stesso a Roma, essendo l’unico commissario legittimato a farlo, gli elenchi degli aderenti, dopo averli controfirmati e vidimati”, cosa che però secondo Nicotera non è avvenuta almeno per il 90% delle adesioni. “Ho potuto garantire solo la veridicità di circa 170 adesioni sulle 1702 raccolte, un numero spropositato che non rispecchia gli aderenti. Noi siamo per il partito fatto di carne e non di carta, non ha senso fare un tesseramento con queste violazioni”.
Da qui l’autosospensione dal partito e la denuncia cautelativa alla Procura della Repubblica per una mancata risposta in merito dagli onorevoli Cera e Cesa che non avrebbero avviato gli adeguati approfondimenti dopo diverse missive inviate ad entrambi per denunciare la situazione. “Abbiamo presentato così ricorso a livello nazionale - ha aggiunto Massimo Sdanganelli - ma l’unica risposta arrivata è stata il commissariamento, fatto tra l’altro stravolgendo le regole che disciplinano le attività di un partito e le sue linee di democrazia interna”. E sull’espulsione di Nicotera dallo scudo crociato, chiesta dal commissario Brutto, il consigliere comunale è stato chiaro: “Non è mai arrivato un atto formale, ma è stato annunciato solo mediaticamente, così come il commissariamento della sezione lametina. Lo statuto prevede che venga accolto entro 45 giorni - ha concluso - ne sono passati quasi 80 e siamo ancora in attesa”.
Alessandra Renda
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