
Lamezia Terme - Una conferenza stampa trasformatasi in affollato incontro pubblico quella che ha visto l’intervento della leader di Fratelli d’Italia Giorgia Meloni a Lamezia Terme, in occasione dell’entrata nel partito di due nuovi elementi appartenenti al panorama politico della destra calabrese: l’ex deputato Giovanni Dima e il consigliere regionale Fausto Orsomarso, definito dal coordinatore regionale Ernesto Rapani “colui che da oggi sarà la voce di Fratelli d’Italia in consiglio regionale.” Poco prima di cedere la parola alle new entry, Rapani ci tiene inoltre a precisare, rispetto ai movimenti intercorsi in questi ultimi giorni nella destra di Storace e Alemanno,che “la destra in Calabria c’è già, e riconosce un unico leader: Giorgia Meloni.” E da parte sua la Meloni si dimostra gratificata dal bagno di folla che, sostiene, “ci conferma nell’impegno profuso in questi anni”.
A seguire un lungo discorso condotto a braccio sui temi caldi della politica nazionale che guarda già chiaramente a un traguardo elettorale, nonostante la coscienza che “per approvare una vera Legge elettorale ci vorranno anni, e non si andrà a votare finche Renzi non avrà risolto i suoi problemi interni con la minoranza del Pd”. Quanto a Gentiloni la Meloni lo definisce “il quarto governo non scelto dagli Italiani”, posto che “ i governi che non sono scelti dal popolo non faranno mai gli interessi del popolo”. E sulla “sovranità del popolo” si fonda l’intero discorso politico della deputata, che si ricollega anche alle questioni dell’Europa, della globalizzazione e dell’immigrazione: “La ragione per la quale a questi burattini del grande capitale – dice parlando della sinistra solidale – interessa la prosecuzione del flusso migratorio è che si tratta di mano d’opera a basso costo che serve a svalutare i diritti dei lavoratori italiani: mentre si offrono lavori socialmente utili agli immigrati e stage (gratuiti) nelle aziende a quelli che hanno una laurea, i nostri giovani laureati sono costretti a spostarsi all’estero". Forte la preoccupazione per il Meridione, che per quanto riguarda la disoccupazione “paga sempre il prezzo più alto”: a questo scopo la proposta di incentivare la delocalizzazione di imprese nel sud Italia e di devolvere alle regioni del Mezzogiorno il 50% dei fondi per le infrastrutture. Sempre in vista delle elezioni si auspicano primarie e una “clausola antinciuci” per evitare eventuali convergenze con il Pd da parte dei candidati di Fratelli d’Italia.
Giulia De Sensi
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