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Lamezia Terme – L’esponente del Pd lametino, Italo Reale scrive una lettera al governatore Mario Oliverio e al presidente della provincia Enzo Bruno per discutere della questione Psc, poiché, come si legge nella nota inviata da Reale, “i Vostri Uffici affermano che il Piano Strutturale di Lamezia, adottata dal Consiglio Comunale, non può essere condiviso in quanto non prevede zone urbanizzabili”.

“Ricordo, a me stesso, - scrive - che le zone urbanizzabili dovrebbero essere quelle utilizzabili in futuro dopo l’esaurimento di quelle previste nelle aree già qualificate urbane. Ora è evidente che su una previsione di 500 anni è possibile (forse) un’ulteriore sviluppo demografico di Lamezia ma non prima visto che, nell’ultimo decennio, vi sono state variazioni di scarsa entità tant’è che oggi, tra alti e bassi, Lamezia ha lo stesso numero di abitanti del 2003”.

“A ciò dobbiamo si aggiungere che, all’interno dei terreni già urbanizzati, - continua - vi è la possibilità di realizzare (anche attraverso il recupero del già edificato oggi non fruibile) abitazioni per migliaia di persone (forse sino a 100 mila abitanti) visto che la sola area intorno al Comune ed all’Ospedale potrebbe contenere case per centinaia (migliaia?) di cittadini”

“Quindi cosa intuiscono gli Uffici di Regione e Provincia per ritenere necessario prevedere ulteriori zone di futuro sviluppo? La questione non è importante solo come dibattito culturale ma ha delle conseguenze pratiche assai rilevanti visto che il Comune sta prevedendo di autorizzare l’edificazione immediatamente (nelle aree urbanizzabili) attraverso l’autorizzazione dei progetti presentati attraverso i bandi pubblici che hanno accompagnato l’iter del Piano Strutturale.

“Infatti tale decisione – prosegue - comporterà un’ulteriore diminuzione del valore del già costruito e delle aree edificabili; l’abbandono (almeno in tempi brevi) del progetto di riallacciare il tessuto urbano tra Sambiase e Nicastro con lo spostamento dei progetti in periferia in aree ex agricole; il costo dei servizi aumenterà, perché la città sarà ancora più dispersa; il blocco dei finanziamenti per il recupero dell’edificato così come previsto dalla norma del Piano paesistico se si interviene in area urbanizzabile prima di esaurire le aree urbane; l’aumento di valore conseguente alla trasformazione delle proprietà da agricole ad urbanizzabili, aumenterà la tassazione dell’Agenzia delle Entrate sui terreni di centinaia di cittadini senza che vi sia una consistente possibilità di utilizzo”.

“Ma allora a chi conviene approvare progetti in area urbanizzabili? Non alle imprese che lavorano sul recupero né ai cittadini che vedono diminuire il valore di quello che hanno o aumentare la tassazione. Forse solo a chi ha fatto promesse in campagna elettorale. Ma gli Uffici di Regione e Provincia da che parte stanno? Mi aspetto quindi un Vostro autorevole intervento”.

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