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Lamezia Terme – Un vero e proprio fulmine a ciel sereno quello che ha colpito il consiglio comunale di Lamezia a seguito dell’arresto di Pasqualino Ruberto nell’ambito dell’operazione “Robin Hood”. E a prendere il posto di colui che rappresentava proprio uno dei componenti di spicco dell’opposizione in aula, potrebbe essere Davide Mastroianni. Nel partito di riferimento di Ruberto, “Labor”, Mastroianni ha infatti totalizzato 294 voti risultando il primo dei non eletti. Non scatterebbe invece il seggio per Vincenzo Cutrì, che segnò 410 voti ma nella lista “Pasqualino Ruberto sindaco” con la quale nella tornata del 2015 furono eletti Giuseppe Paladino e Francesco Ruberto, poi passati tra banchi della maggioranza a sostegno del sindaco Mascaro.

Pasqualino Ruberto, la cui campagna elettorale all’epoca risultò già abbastanza infuocata per lo scandalo “Calabria Etica”, aveva l’appoggio di 5 liste civiche più Fratelli d’Italia e Alleanza Nazionale, raggiungendo come candidato a sindaco della città quasi 7.000 voti. Un’opposizione in consiglio che per motivi differenti vede già l’ingresso di due nuovi membri rispetto alla partenza del giugno 2015. Nicola Mastroianni infatti, il primo dei non eletti del Pd, è già subentrato lo scorso dicembre a seguito però delle dimissioni spontanee dell’altro candidato a sindaco Tommaso Sonni.

A.R.

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