
Lamezia Terme – Diversi i temi discussi e messi sul piatto in un incontro tenutosi nella sede Pd Primerano di Lamezia Terme, ad un anno dalle amministrative e dall’insediamento della Giunta Mascaro. E’ stata l'occasione per fare il punto sulla situazione politica cittadina, tracciando un bilancio dell’amministrazione targata Mascaro, ma anche un momento di riflessione sulla situazione interna al Pd lametino.
“Tutte le riserve sollevate e tutte le preoccupazioni riguardanti la tenuta di questa maggioranza si sono rivelate più che fondate. – scrivono i consiglieri Pd Mariolina Tropea e Pino Zaffina - Non si può non evidenziare lo stato comatoso in cui sta versando Lamezia, né le crepe evidentissime nella maggioranza e nemmeno nascondere l’inefficienza di chi dovrebbe amministrare e governare questa città”. “E’ recentissima la notizia che il Prefetto ha notificato ai consiglieri comunali la diffida ad approvare entro 20 giorni il bilancio consuntivo, minacciando lo scioglimento dello stesso consiglio. Ma è sul piano politico-programmatico che questa maggioranza non dimostra spessore e non ha un progetto vero di città. Le promesse giurate e gridate non hanno avuto finora alcun riscontro ed i propositi belligeranti sono durati il tempo di una campagna elettorale. Lamezia ha bisogno di un progetto vero, elaborato e sostenuto da una classe dirigente esperta, equilibrata e determinata. Ed in questo contesto, è fondamentale il ruolo che deve svolgere il governo regionale, affinché Lamezia acquisti quel il ruolo di centralità regionale che le compete”. Questo il quadro tracciato durante l’incontro che ha visto la senatrice Doris Lo Moro presiedere i lavori, con il consigliere regionale Antonio Scalzo e il dirigente nazionale Francesco Cortellaro.
La discussione si è concentrata anche sulla necessità per il Pd lametino di “ripartire ed uscire dalla situazione di stallo ed il primo ed insostituibile passaggio è la celebrazione del congresso cittadino”, poiché “ormai da anni il partito lametino è privo di organismi direttivi”. Urge secondo i consiglieri Pd “una presa di posizione netta ed immediata del segretario provinciale Enzo Bruno e del segretario regionale del partito Ernesto Magorno”. No alle “sterili polemiche di una minoranza marginale e settaria, da sempre priva di consenso elettorale, che impropriamente utilizza anche il simbolo del partito”.
Un momento in cui è stato possibile fare il punto sulla situazione interna del partito che ha aperto spazi ad una riflessione futura più ampia: “E’ questo il momento in cui è doveroso – ancorché politicamente intelligente - perseguire l’unità e la compattezza del Pd a Lamezia. Non v’è dubbio che solo e soltanto un Pd unito può avere l’ambizione di porsi come alternativa credibile all’attuale maggioranza comunale. E’ principio imperituro, infatti, che le divisioni indeboliscono tutti, nessuno escluso. Così come non può e non deve esistere partito livellato su una sola posizione. Del resto la discussione – anche accesa – è il sale della democrazia”. I consiglieri aggiungono: “Ma addossare agli altri la responsabilità della sconfitta alle amministrative e rifiutare qualsiasi confronto è puerile; così come non partecipare ad un’iniziativa organizzata dagli unici due consiglieri comunali eletti, ancorché sostenuta e presieduta da un senatore della Repubblica e da un consigliere regionale è puro autolesionismo, oltre che scorretto”.
“E’, pertanto, necessario – aggiungono - risolvere al più presto il nodo-congresso, per dare al Pd di Lamezia una classe dirigente rinnovata, motivata, competente ed appassionata. Fare il dirigente politico del partito che guida il Paese, che amministra la maggior parte dei comuni italiani, del partito più forte, di una forza politica che aspira sempre a vincere per governare, significa svolgere un ruolo con passione e con entusiasmo, ma soprattutto con la consapevolezza che si debba lavorare per unire e non per dividere”:
“Recuperare il senso della politica come impegno civile, ma una politica fatta nel rispetto delle regole, è obiettivo che deve essere sotteso ad ogni azione. Senza il rispetto delle regole non si fa molta strada. E’ auspicio di tutti noi ritrovarci in un Pd – concludono - dove ogni dirigente, ogni componente, ogni singolo iscritto sia consapevole del ruolo che svolge, e di come deve svolgerlo, nell’interesse del partito e della comunità in cui opera”.
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